Cultura e Spettacoli

Arpa eolia, sollievo delle piante

Cresce il numero di curiosi che si avventurano tra i resti del bosco del Parco Naturale di Palagianello di recente distrutto da un incendio. Ad attrarli sono i suoni emessi da un’arpa eolia che Nino Notaristefano ha installato tra gli avanzi di quel rogo  sfruttando materiale di riciclo (molle in acciaio ‘armonico’). L’installazione ha come scopo il ridestare nella mente di tutti, ad ogni filo di vento, il ricordo di quella ben evitabile tragedia. Ma cos’è un’arpa eolia? E’uno strumento musicale cordofono ad aria. La sua particolarità consiste nel fatto che le corde non vengono fatte vibrare meccanicamente da alcun esecutore, bensì dal vento; l’effetto sonoro è molto suggestivo per la casualità e l’armonia dei suoni che cambiano in base alla potenza e alla direzione dei venti. Benché abbia conosciuto la massima diffusione in età romantica, l’arpa eolia è di origine antichissima :secondo la mitologia greca ad inventarla fu il dio dei venti, Eolo  e c’è una leggenda ebraica nella quale si racconta che la lira di Re David, sospesa la notte a capo del letto, suonava al vento del nord. E’ generalmente composta da una cassa di risonanza in legno entro cui corde metalliche di differente spessore sono sottoposte a differente tensione. Al centro della cassa sono praticati fori attraverso cui entra il vento e dai quali escono i suoni prodotti dalla vibrazione delle corde sollecitate dalla corrente d’aria (normalmente non è sufficiente collocare l’arpa all’aperto ; è necessario convogliare l’aria verso i fori per mezzo di pareti laterali collocate a creare una sorta di imbuto). A Negrar, in provincia di Verona, è possibile visitare una moderna arpa eolica monumentale alta sei metri e settanta centimetri realizzata in memoria dei Caduti di guerra e sul lavoro. La grande scultura sonora, ideata dall’architetto e designer Giuseppe Ferlenga, è ubicata negli spazi attigui alla chiesa parrocchiale. A San Polo di Piave, in provincia di Treviso, Omero Vanin, musicoterapeuta e artista, ha installato trenta arpe eolie nel proprio vigneto. Il suo studio/esperimento, che si basa sui principi musicali dell’antica India, ha come scopo il recare a quelle piante un ‘massaggio’ sonoro che favorisca la crescita armoniosa dei frutti. La trovata, suggestiva, fa ricordare la storia di quelle mucche che producono più latte e di migliore qualità se nelle stalle viene diffusa musica classica (meglio se di Mozart). Se davvero un’arpa eolia funge da ‘ricostituente’ per le forme di vita vegetale, forse può esercitare sulle stesse anche un’azione medicamentale, se non addirittura preventiva… E qui la mente corre ai poveri ulivi salentini tormentati dalla Xylella. Chissà se in luogo di tagli arbitrari un’arpa eolia…

Italo Interesse

 


Pubblicato il 23 Maggio 2018

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