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Arpal, “postificio pubblico e precario”. 236 assunzioni per 6 mesi senza selezione

Se a settembre, come pare certo, anche i pugliesi saranno chiamati alle urne per rinnovare i componenti dell’assemblea regionale, ci sono tre mesi scarsi di campagna elettorale. E la piega che sta prendendo quest’ultima vigilia elettorale, come fin troppo spesso accaduto da queste parti, non è delle migliori. Anzi. “Se non ci fosse stato il Covid-19 in Puglia, si sarebbe votato a maggio: la proroga del mandato a Emiliano avrebbe, quindi, dovuto già indurlo a non approvare atti che impegnano l’Ente Regione per il futuro, ma soprattutto a non utilizzare un tema ancora più sensibile, come quello del lavoro, per fare campagna elettorale”, attaccano senza fare troppi sconti i consiglieri pugliesi di ‘Fratelli d’Italia’ Erio Congedo, Giannicola De Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini, Francesco Ventola e Ignazio Zullo. E dai loro banchi di Minoranza a via Gentile si leva la voce sulla “giostra elettorale” messa in piedi utilizzando proprio il lavoro, come strumento di consenso. Comeo Nei giorni scorsi  l’Agenzia regionale del Lavoro (Arpal) col suo commissario Massimo Cassano, capo di ‘Puglia Popolare’, sta allestendo una lista per Emiliano e nel frattempo  ha già approvato un paio di determinazioni per assumere a tempo determinato centinaia di persone (parliamo di ben centoventi posti) i cui bandi non si sa quando saranno pubblicati. Però allo stesso tempo è stata indetta una gara telematica per incaricare un’agenzia interinale dell’assunzione, appunto, per sei mesi di 236 addetti ai Centri per l’Impiego, per la modica cifra impegnata di circa sei milioni. Congedo, De Leonardis, Manca, Perrini, Ventola e Zullo, oramai all’ertati, tirano le somme. “Ben duecentotrentasei persone assunte per sei mesi senza partecipare ad alcuna selezione, per assistere i Centri per l’Impiego nelle pratiche del Reddito di Cittadinanza, che non sono stati aperti ieri. Le risorse sono state stanziate dal Governo già nel 2019 e guarda caso l’Arapal/Puglia –continuano i consiglieri di Opposizione – si sveglia oggi e attraverso un’agenzia interinale – non con regolari procedure concorsuali – in piena campagna elettorale e solo per sei mesi assume 236 persone”. Ricapitolando: da un lato i bandi di concorso per lavoro a tempo determinato che chissà quando verranno espletati e dall’altro una gara per 5milioni e 800mila euro per somministrazione di lavoro interinale per 236 persone, un’operazione condotta assai probabilmente col consenso di Emiliano. E se così non è, tocca proprio a lui bloccarla. E senza indugio, per mettere a tacere sospetti e illazioni che viaggiano sulla bocca non solo delle Minoranze. L’Agenzia pugliese di avviamento al lavoro, insomma, non è stata certo messa in piedi per creare precariato, tanto meno per essere “comitato elettorale di Cassano, il cui mandato scade tra un paio di settimane e precisamente il 13 luglio prossimo. “Emiliano, uomo di legge e magistrato in aspettativa, questa volta cosa farà? Farà ancora un rinnovo abusivo e illegittimo? Anche perché ad oggi il bando per direttore generale, unica figura legittimata a compiere atti, non è stata ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dei Concorsi. Incredibile ma drammaticamente vero!”, stigmatizzano i consiglieri di Giorgia Meloni. Per loro il Commissario “illegittimo” Cassano è ancora padrone dell’Arpal da oltre un anno e mezzo alla modica cifra di oltre 200mila euro, perché non li ha banditi prima, quei posti di lavoro a termine, giusto per non ingenerare facili sospetti pre-elettorali? E ancora; può l’Arpal, agenzia strategica per il Lavoro, diventare in Puglia nelle mani del duo Emiliano-Cassano strumento elettorale per far crescere il consenso per una lista a sostegno del candidato presidente del Partito Democratico? Queste per FdI/Puglia sono le domande senza risposta sulle politiche del lavoro: trasformare la Puglia in un ‘concorsificio’ o peggio ‘postificio’ pubblico di lavoro non fisso ma precario. E sempre a carico di facili risorse pubbliche… (fdm)

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