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Arriva anche il Consiglio e sono dolori: la nuova sede scoppia

Non sono trascorsi che pochissimi giorni dal rientro in giunta dell’assessore-avvocato Giovanni Giannini, che alcune delle più importanti pratiche in sospeso hanno ripreso fiato. Tra le prime, ovviamente, quella della sede unica di via Gentile, dopo che su proposta del presidente Emiliano, la stessa Giunta ha approvato la costituzione d’un gruppo di lavoro per definire una serie di iniziative per migliorare, tra le altre cose, accessibilità e fruibilità, appunto, della sede in Via Gentile. Problema antico con un’arteria che, con l’apertura del nuovo edificio destinato al Consiglio, vedrà ulteriormente intensificato il traffico veicolare. In totale sono previsti oltre mille e cinquecento dipendenti e collaboratori e oltre un migliaio di visitatori al giorno provenienti dall’intera regione. Quindi, come ha ricordato lo stesso assessore Giannini, il polo di via Gentile si configura come uno dei “poli urbani maggiormente attrattivi di persone e di traffico veicolare”. E allo scopo di evitare l’eccesso di traffico, con conseguente congestionamento ed inquinamento per l’uso delle auto private, la Regione Puglia, di intesa col Comune di Bari, intende promuovere iniziative di mobilità sostenibile per disincentivare l’uso dell’auto privata da parte dei dipendenti e dei visitatori. “Pertanto – ha spiegato ieri l’assessore alla Mobilità pugliese Giannini – risulta importante adeguare il tratto di via Gentile per migliorare l’accessibilità in condizioni di sicurezza. Inoltre i dirigenti regionali intendono individuare strumenti che incentivino dipendenti e visitatori ad utilizzare i mezzi di trasporto pubblici o sistemi alternativi di mobilità sostenibile (bici, motocicli, car pooling, car sharing ecc). Fondamentale risulta la stazioncina ferroviaria di Torre Quetta, inaugurata circa due anni fa, che consente già la fermata di ben 45 treni al giorno. La Regione sta studiando con RFI ulteriori modalità di servizio che riducano i tempi delle lunghe percorrenze (da Lecce e da Foggia) e facilitino l’utilizzo del tratto ferroviario metropolitano con frequenze e orari che favoriscano l’arrivo dei numerosi dipendenti regionali pendolari. Inoltre la Regione intende promuovere una maggiore collaborazione con AMTAB e Comune di Bari per intensificare le frequenze della linea urbana n. 23 (Stazione – via Gentile) e promuovere eventuali convenzioni relativamente all’attivazione di “bike sarin” e “car sarin” a livello comunale. Sono allo studio sistemi di riduzione tariffaria e agevolazioni nei pagamenti mediante rateizzazione per abbonamenti annuali”. E non è tutto. A breve partirà un’indagine conoscitiva tra tutti i dipendenti regionali, mediante la compilazione di un questionario online, che consentirà di acquisire tutte le informazioni utili sulle esigenze di mobilità di ciascun dipendente. Così sarà possibile elaborare il “piano degli spostamenti casa-lavoro” che consentirà di sperimentare le migliori soluzioni di mobilità sostenibile in relazione alle informazioni acquisite, tra cui incentivi tariffari per il Trasporto pubblico locale, migliore integrazione degli orari dei mezzi pubblici, facilitazioni nell’uso collettivo dell’auto privata, incentivo all’uso della bicicletta e sua integrazione con i treni. E’ da luglio 2013 che la nuova sede unica ha finalmente riunito in un luogo unico e comune dipendenti che erano raccolti tra uffici e sedi sparpagliate ed è da cinque anni che si susseguono incontri-scontri tra rappresentanti dell’Ente e rappresentanti sindacali, per esempio quando doveva partire la mensa e invece…niente: i dipendenti, quando fanno i loro rientri settimanali, restano a digiuno. Oppure, piu’ prosaicamente, si portano il ‘cestino’ con panini imbottiti, toast e altro, direttamente da casa. Ma questo, appunto,  è sono uno dei tanti problemi irrisolti, nonostante dalla sede centrale del lungomare chi di dovere aveva promesso che tutto sarebbe stato a posto molto prima dell’estate di cinque anni or sono, cioe’ prima del mega-trasferimento di personale e suppellettili, con tutte le prescritte certificazioni al momento del passaggio di consegne. Col risultato che impiegati e funzionari del Consiglio Regionale dovevano essere i primi, ad esempio, a far fagotto per trasferirsi di corsa nella nuova sede di via Gentile, e invece sono stati ancora là per quasi settanta mesi, all’extramurale Capruzzi. Allora, riassumiamo: nella nuova sede unica, appunto, manca la mensa, anche se doveva mettere piede in via Gentile la società che già serviva un ipermercato della cintura barese, mentre i dipendenti, per raggiungere il punto ristoro riservato, situato all’esterno del plesso, saranno quasi certamente costretti a marcare coi loro ‘badge’, varcare i tornelli (e sono gli unici a doverlo fare, visto che nessun’altra sede regionale è dotata di tornelli) per poi rientrare dopo la pausa pranzo. Discorso altrettanto complicato quello del trasporto, visto che le navette in partenza da piazza Moro o da via Capruzzi, come promesso in un primo momento dall’amministrazione, ancora non sono state inserite nel piano comunale, avendo a suo tempo il Comune promesso di rinforzare le linee 12 e 12/ che vanno e vengono da Torre a Mare. Un servizio scomodo – per un po’ portato avanti sperimentalmente – in realtà poco gradito dal personale e che alla stessa Regione costava la bellezza di 40mila euro al mese versati direttamente all’azienda municipalizzata barese. Un vero flop. Ergo, servizio ancora tutto da definire, che forse sarebbe più economico e produttivo affidare a qualche società di trasporti privata, ancora allo studio dell’ex assessore comunale Gianni Giannini, passato al settore Trasporti della Regione, allo scopo di perfezionare orari e fermate, anche allo scopo di alleggerire l’uso delle auto private. A peggiorare la situazione, infatti, il parcheggio interno per le auto dei dipendenti che appare insufficiente, difficilmente raggiungibile e percorribile, essendo a una sola corsia, oltre che pericolosa e scarsamente illuminata già dalle prime ore del pomeriggio, specie d’inverno. Ce n’è abbastanza per darsi una mossa, magari senza dover aspettare altri cinque o sei anni….

 

Francesco De Martino

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