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Arrivano le termocamere per i Vigili del Fuoco…e tutto il resto?

Qualcosa si muove a beneficio d’un Corpo, come quello dei Vigili del Fuoco, in eterna lotta contro ministeri e governi, per ricevere uomini e mezzi. “Una notizia che mi riempie di enorme soddisfazione. Diversi distaccamenti dei vigili del fuoco di in Puglia hanno finalmente le termocamere. La dotazione arriva dopo una mia precisa richiesta (recepita poi dalla giunta regionale) per far sì che anche nella nostra regione i vigili del fuco abbiano un’apparecchiatura indispensabile per la tempestività degli interventi di soccorso. Tra i centri coperti c’è anche Manduria. Una termocamera in più significa poter consentire l’individuazione più rapida del focolaio, di persone o animali presenti, e la gestione temporale di tutte quelle fasi più critiche legate alla presenza di silos o cisterne con combustibili. Sono davvero felice di questa strumentazione che va nella direzione giusta di una maggiore sicurezza e tutela, ogni giorno resa possibile dai nostri vigili del fuoco. Questo è l’ennesimo tassello di una Regione che incrementa sempre più risorse umane e strumentali, grazie anche al prezioso coordinamento e aiuto della protezione civile regionale, per preservare la vita delle persone e tutto il nostro patrimonio storico e paesaggistico”, ci ha tenuto a far sapere il consigliere regionale di Senso Civico, Giuseppe Turco. Eppure non più di sei mesi fa, subito dopo la fine dell’estate scorsa, squillava ancora e sempre più assordante la campana dell’emergenza all’interno del Corpo dei Vigili del Fuoco, specie nella Città Metropolitana di Bari, con uomini e donne costrette a effettuare turni massacranti per la grave e ormai cronica carenza di personale. Organici insufficienti, carenza di mezzi e attrezzature, risorse e stipendi inadeguati, mancanza di copertura assicurativa in caso d’infortuni sono, al di là delle telecamere a calore, solo alcune delle più gravi questioni sollevate da anni senza mai raggiungere risultati concreti. Condizioni disperate quelle in cui operano i nostri vigili del fuoco, definiti eroi dai rappresentanti delle istituzioni in occasione di eventi drammatici, ma subito dopo dimenticati dalla politica. E costretti a lavorare in condizioni estreme, senza risorse, senza personale, senza strumentazioni adeguate, come e forse anche peggio che nelle corsie d’ospedale. Dunque, eroi per un sol giorno…sempre pronti a scioperare per le gravi condizioni in cui è costretto ad operare il personale in divisa marrone. Da troppo tempo il personale è costretto a lavorare con mezzi obsoleti – …con o senza le ultime termocamere – ambienti di lavoro non adeguati, divise ed equipaggiamenti personali insufficienti e inadeguati che spesso non permettono di operare in sicurezza e, quindi, di garantire la piena efficienza dei servizi di soccorso resi in favore dei cittadini. Data la specificità del lavoro che viene svolto, non è tollerabile che questi lavoratori debbano operare in situazioni di rischio in mancanza di assicurazione INAIL contro gli infortuni e malattie professionali». La denuncia è giunta, come detto, sei mesi fa dalla Funzione Pubblica/CGIL di Bari, che ha anche chiesto l’incremento degli organici. Arde sotto le ceneri, ma è prontissimo a divampare sempre più rumorosa la protesta dei vigili del fuoco pugliesi, visto che anche questa volta le Istituzioni locali e ministeriali romane sono rimaste anche questa volta cieche, inani, sorde e mute…salvo l’invio delle tanto utili e osannate ‘termocamere’ in qualche distaccamento pugliese.

 

Francesco De Martino

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