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Arte in ostaggio e ladri di Bellezza

Si ritiene che a livello internazionale il traffico delle opere d’arte rubate sia secondo solo a quello di armi e di stupefacenti, generando profitti miliardari destinati a finanziare ulteriori attività illecite. Si traffica in dipinti, sculture, reperti archeologici, monete antiche, documenti storici… Non è fuori luogo parlare di ‘Arte in ostaggio’. Non bastasse, è florido anche il mercato del falso, sul quale con l’avvento della pandemia hanno ripiegato i ‘ladri di Bellezza’. In un articolo di qualche giorno fa si toccava il tema dei reperti archeologici abilmente taroccati e rifilati ad ‘appassionati’ privi di competenze specifiche, gente desiderosa soltanto di ostentare un ‘pezzo’ nella vetrina del salotto di casa. Poveri gonzi, pagano cifre per presunte olle e anfore tardo-greche e, ove mai si accorgano della truffa, si ritrovano con le mani legate, non avendo convenienza a ricorrere alla Legge. Ciò vale anche per pergamene, sculture in legno, oli su tela antichizzati facendo ricorso a tecnologie raffinate e spacciati per opere appartenute a quella o a quell’altra scuola. Abbiamo detto ‘cifre’. Vogliamo farcene un’idea? Qualche giorno fa i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari hanno comunicato i dati 2020 relativi alle opere d’arte recuperate dalle mani di trafficanti nei territori di Puglia e Basilicata. Ebbene, è stato stimato in settemila euro il valore di tre contraffazioni… Scorrendo l’elenco dei beni sequestrati si resta sconcertati dalla quantità e dalla varietà degli stessi : oltre i soliti e sempre remunerativi avanzi archeologici, ecco a sorpresa documenti antichi (trafugati dall’Archivio Diocesano di Bisceglie), uno stemma araldico asportato da una dimora nobiliare, reperti paleontologici… Si fermano davanti a nulla questi infelici, forti anche del fatto che il Legislatore non fa rientrare il furto d’arte tra quelli gravi. Da quando i droni coadiuvano le forze dell’ordine nell’intercettazione dei tombaroli e da quando i musei si sono dotati di sistemi di difesa sempre più sofisticati, la malavita sposta l’attenzione su obiettivi più vulnerabili, come chiese, palazzi antichi, biblioteche private, piccole pinacoteche, raccolte conservate in Istituti Scolastici e Atenei… E duole riflettere su un fatto : il comunicato dell’Arma stende un velo silenzioso su ogni stima a riguardo delle opere d’arte rubate e mai più recuperate. Nonostante aumenti la quantità di materiale recuperato (quasi tre volte rispetto al 2019) e nonostante si vada abbassando la soglia dei reati, la sensazione è di recuperi esigui a fronte di una montagna di refurtiva con cui, e non ci sembra di esagerare, si potrebbe dare vita a un secondo Victoria & Albert Museum.

 

Italo Interesse

 

 

 

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