Cultura e Spettacoli

‘Arthur’, omaggio al poeta maledetto

Lo spettacolo andrà in scena al Kismet in prima nazionale giovedì 30 luglio nell’ambito della rassegna ‘Nelle sere blu d’estate’, a cura di Teresa Ludovico

Fu il poeta maledetto per antonomasia in ragione della lucidità della sua rivolta, per l’indefessa tenacia nel volere metodicamente scardinare l’ovvio, facendo piazza pulita di ogni tipo di categorizzazione, tanto da definirsi “un essere senza cuore”. Un possibile manifesto di questa diversità è ravvisabile in un passo di una lettera indirizzata a Georges Izambard il 13 maggio 1871 : «Voglio essere poeta, e io lavoro per rendermi veggente: voi non potreste capirci abbastanza, e io non saprei come spiegarvi. Si tratta di arrivare all’ignoto mediante una sregolatezza di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti, essere nato poeta, e io mi sono riconosciuto poeta.» In un’altra missiva, questa volta precedente, indirizzata a Paul Demeny e datata 15 maggio 1871, il poeta francese aveva chiarito il suo concetto di ‘veggenza’ : “Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente.

Il Poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi.» Ideale capostipite di una schiera di personaggi scomodi, Arthur Rimbaud ebbe vita ribelle e “spericolata”, diede scandalo, morì neanche quarantenne. Senza così sofferto contorno esistenziale, la sua contenuta produzione poetica (una settantina di liriche) sarebbe passata alla storia ? E’ possibile che, allo stesso modo in cui certe cornici hanno il potere di esaltare le pitture che avvolgono, il tormentato ed anticonformista stile di vita di Rimbaud abbia fatto da valore aggiunto ad una produzione letteraria rimasta ferma alla ‘promessa’. A centotrentacinque anni dalla sua scomparsa, Rimbaud continua a dividere, a intrigare, a ispirare.

Tra i più recenti ‘ispirati’ va annoverato Marco Manchisi, teatrante partenopeo, autore e co-interprete di ‘Arthur’. Lo spettacolo andrà in scena al Kismet in prima nazionale giovedì 30 luglio nell’ambito della rassegna ‘Nelle sere blu d’estate’, a cura di Teresa Ludovico. In una scena spoglia si muovono tre figure : una sposa, una suora e un soldato morto. Ognuna di esse inerisce ad una lirica di Rimbaud : ‘La vergine folle’, ‘Ophelia’ e ‘Il dormiente nella valle’.

I tre personaggi si muovono sulla scena come farfalle sbucate dalla scatola degli scritti del poeta di Charleville. Leggeri e fragili, paludati d’onirico, essi dialogano tra loro attingendo parole soprattutto dal fitto epistolario di Rimbaud. Tra versi, suoni e immagini si compone così una partitura teatrale che si fa trasversale ai grandi temi dell’universo poetico di Rimbaud : la guerra, la libertà, la scrittura, il sacro e il profano, la vita e la morte. In scena con lo stesso Randisi saranno Angela Burico e Cristina Carbone. Musiche : Francesco Toninelli. Luci : Piergiorgio Calzolari. Costumi : Cristina Carbone. Organizzazione : Claudia Manfredi. Inizio spettacolo : ore 21. Ingresso libero.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 22 Luglio 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio