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Asili nido: “Qui rischiamo che restano chiusi anche a settembre”

Se il futuro del pianeta scuola, con vista su istruzione primaria e secondaria s’è già tinto a colori foschi causa il maledetto Covid-19, per infanzia e asili nido l’incertezza regna sovrana e generale. “Da mesi chiediamo alla Regione Puglia di intervenire. Non possiamo rischiare che gli asili nido non riaprano a settembre”, alzano la voce i consiglieri a Cinquestelle. Che alla Regione Puglia, appunto, hanno chiesto da tempo sostegno per gli asili nido – che rischiano di non riaprire i battenti nemmeno a settembre – partendo dalla discussione in Commissione della proposta di legge con le misure straordinarie per l’emergenza Covid– 19. Ed è stata la consigliera Antonella Laricchia ad aver presentato un emendamento alla proposta di legge sugli asili nido, in particolare, per prevedere che gli aiuti ai Comuni potessero essere usati appunto per venire incontro ai gestori. In particolare a quei genitori che, con le strutture chiuse da marzo scorso, hanno continuato a pagare affitti, bollette e altre spese vive. In quell’occasione ci  stato chiesto di ritirare l’emendamento perché ci stava già pensando la Giunta. <<Sono passati quasi due mesi e oggi l’assessore Leo in audizione dice che si sta ancora cercando con l’assessorato al Welfare di capire come fare. Servono misure immediate perché gli asili nido non scompaiano”, incalza la  consigliera del Movimento 5Stelle Grazia Di Bari, dopo le audizioni in VI Commissione di ieri mattina. In effetti gli asili nido, come le scuole, potranno riaprire non prima di settembre e le statistiche preannunciano che su dieci asili, quattro sono completamente fermi e sei sopravvivono, ma sarà molto difficile continuare ad andare avanti. I costi di gestione di un asilo, infatti, non riguardano solo il personale, ma anche affitto, bollette varie per luce, telefono, gas, assicurazioni ed altro. Per questo a Giunta pugliese dovrebbe intervenire con misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia, trattandosi di diritti sociali e della famiglia. <<Non fidandoci delle promesse fatte in Commissione – incalza la Di Bari – abbiamo presentato anche un’interrogazione per impegnare la Giunta a stanziare le risorse per gli asili nido, già troppo pochi rispetto al fabbisogno sul territorio. La Puglia è la regione in cui il tasso di occupazione femminile e quello di occupazione maschile hanno il divario maggiore tra tutte le regioni italiane, con le donne occupate che si fermano al 36,5%, Questo fa capire quanta attenzione il ‘welfare’ debba riservare ai servizi per le famiglie: non possiamo permetterci che fallisca un asilo nido, così come dobbiamo puntare ad aumentare l’offerta pubblica. È compito della Regione occuparsi di diritti sociali, delle politiche sociali e della famiglia. La Giunta, invece, come accade spesso in questi casi, continua a essere in ritardo>>. Tanto per cambiare….

 

Francesco De Martino

 

 

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