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Asl pugliesi: Le accuse sempre più pesanti dei laboratori d’analisi

La Regione ha fatto la sua parte, nel senso che ha buona parte di responsabilità in quanto negli ultimi tre anni s’è ancora di più lasciata sfuggire la situazione di mano, causa i continui  rinvii nell’applicazione dei criteri atti a sanare le disparità, quasi in attesa di nuove disposizioni. In relazione ai tetti di spesa del 2009, la Delibera della stessa Giunta Regionale n. 1494 del 4 agosto 2009 ha dettato le linee guida per i contratti da stipulare con le strutture ambulatoriali private accreditate, applicando finalmente  nuove regole (in armonia con l’art. 18 della L.R. n. 26 del 2006, le DGR n. 1400 del 2007 e n. 95 del 2008) stante anche la segnalazione dell’Antitrust di aprile  2008 e, soprattutto, il monito del Procuratore della Corte dei Conti regionale, a febbraio dell’anno scorso. “In questa deliberazione della Giunta Vendola di agosto 2009 –spiega la dottoressa Irene De Luca, responsabile dell’associazione di categoria che raccoglie i laboratori d’analisi privati, era previsto un programma normativo e temporale entro il quale il procedimento si sarebbe dovuto concludere. Ancora una volta, tuttavia, una rete invisibile s’è opposta e messa di traverso rispetto al cambiamento. Nel nulla –spiega ancora la De Luca- è infatti rimasta la predetta delibera che, il 28 dicembre 2009, è stata  inspiegabilmente sostituita dalla delibera n. 2671 che, approvando definitivamente ed in maniera uniforme per tutto il territorio regionale, i punteggi da ancorare alle caratteristiche organizzative e tecniche delle strutture (le famose griglie) ha rinviato la variazione dei criteri di assegnazione dei ‘budget’ 2010 per, guarda caso, indisponibilità delle ASL”. Sfumata la possibilità di un’applicazione per tutto il 2009, la direzione strategica della ASL di Taranto, unica in tutta la nostra Regione, ha emanato la delibera di direzione n. 198 del 28 gennaio 2010 in ottemperanza ai precedenti provvedimenti adottati dalla stessa Giunta Vendola. “Se analizziamo gli effetti dell’applicazione di quest’ultima delibera ‘riattacca Irene De Luca- notiamo che l’assegnazione di risorse alle strutture al fine di consentire l’accesso ai servizi da parte dei cittadini (che dovrebbe essere il fine ultimo dell’azione programmatoria della ASL), per la prima volta consente agli abitanti di  zone decentrate  di avere accesso a servizi di medicina di laboratorio nel proprio territorio. Ebbene solo alcuni laboratori, una decina su ben quarantasei –spiega ancora la rappresentante dei professionisti dediti alle analisi- subiscono una drastica riduzione dei loro budget per effetto della redistribuzione delle risorse. Cosa a cui si potrebbe ulteriormente  rimediare anche attraverso una ricollocazione delle strutture, se si volesse effettivamente servire l’utenza”. Che succede, invece, negli uffici dove si spingono bottoni e si decidono le politiche della salute, in Puglia? Si parla d’una manovra di tipo statalista, ovviamente da parte di chi, abituato a frequentare i palazzi del potere  stipulando accordi nei corridoi, non può più continuare a rastrellare la maggior parte dei fondi pubblici a discapito degli altri operatori del settore. Ma non è finita. Negli uffici dell’Assessorato di Via Caduti di Tutte le Guerre a Japigia si dimentica anche quella relazione stilata dal dottor Mancini a settembre 2009 ( ad onor del vero l’unica ASL della Puglia dove non è stato riscontrato il solito ambiente gelatinoso di altre aziende sanitarie), a cui ha fatto coerentemente seguito l’applicazione della Delibera di Giunta n.2671/09. Ancora più sconcertante l’epilogo di tutto ciò: ai  fini dell’applicazione della DGR 2671, l’assessore Fiore si rende disponibile a  rivederla: in poche parole viene  posto in ‘stand-by’ l’operato dell’Azienda sanitaria Locale di Taranto in quanto, come sempre,  a condizionare le scelte sono gli interessi economici di pochi che prevalgono su quelli dei cittadini. A fronte di una delibera già resa esecutiva, se è ovvio che le fameliche lobby, responsabili quanto i governi regionali nell’aver determinato  le distorsioni del sistema,  premano  affinché i loro interessi non vengano scalfiti, è scandaloso che, pur nella consapevolezza dei condizionamenti si voglia ancora una volta ritornare su passi già così lentamente e faticosamente compiuti, l’accusa dei rappresentanti dell’associazione maggiormente rappresentativa dei laboratori d’analisi pugliesi. Insomma, per scardinare i condizionamenti esterni dalle prestazioni di servizi sanitari, bisogna solo avere solo il coraggio politico di attuare ciò che la stessa politica ha in precedenza stabilito. Così difficile capirlo, assessore Tommaso Fiore?

Antonio De Luigi

 

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