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Assegni di cura, sempre il solito calvario…

<<Ancora una volta l’Assessorato al welfare della Regione Puglia ha perpetrato l’ingiustizia di non accettare le istanze di partecipazione al Bando pubblicato pochi giorni fa per l’Assegno di Cura destinato ad alcuni soggetti portatori di handicap grave, perche’ per qualche dirigente ‘presuntuoso’ esisterebbe incompatibilità nella presentazione delle domande tra Assegno di Cura  e Buono di Servizio! Bella roba: parliamo senza dubbio d’una procedura che finisce per escludere soggetti beneficiari storici dei due assegni, portatori di handicap gravi che negli anni scorsi avevano usufruito di entrambe le misure. Sicche’ a tutt’oggi, grazie alla deliberazione della giunta regionale è’ stato impedito ingiustamente a questi soggetti addirittura di optare per una delle due misure di sostegno perche’ incompatibili! Tutto ciò’ e’ assurdo ed ingiusto. Tutto a causa degli esigui fondi riservati ad una platea di malati bisognosi!Si vergognino coloro che hanno presa una decisione simile>>, s’inalbera Tommaso, padre d’un ragazzo che vive in condizioni assai complicate in provincia di Bari. Ancora peggio, dunque, sul fronte dell’erogazione dell’assegno di cura alla Regione Puglia, lasciando finire nuovamente nel ciclone i rimborsi dell’assegno per disabili gravemente non autosufficienti, con gli uffici delle aziende sanitari oramai ciclicamente invasi dai famigliari di chi soffre e ha necessità di cure spesso costose. Che, se già non è facile anticipare per parecchie famiglie, figurarsi se bisogna attendere fino a diciotto mesi, allo scopo di percepire i benedetti rimborsi. La pazienza degli aventi diritto è al limite. <<Io non so più come fare: mio figlio ha una malattia rara per cui sono costretto a sottopormi a un sacco di spese per assisterlo senza perdere il mio posto di lavoro ed ogni volta i rimborsi regionali che mi permettono di curarlo diminuiscono o arrivano in eterno ritardo>>, riattacca il signor Tommaso, anche lui come molti nuclei famigliari pronto contare su quell’aiuto pubblico. E’ chiaro che le decisioni adottate prima dalla giunta Vendola e poi dalla successiva affidata a Michele Emiliano hanno messo in ginocchio parecchie famiglie, mentre la Regione mette i famigliari e i malati dinanzi a decisioni impervie. “La pubblica amministrazione –ha spiegato in passato l’assessore pugliese al Welfare – gestisce soldi pubblici e deve fare tutto alla luce del sole e in maniera chiara come sta facendo questa amministrazione. Talvolta, le scelte non sono una passeggiata, sono impegnative e difficili come questa, e certamente ispirate ai principi di correttezza e cautela nell’interesse di tutti i cittadini pugliesi. Ma la capacità di governo sta proprio nella capacità di decisione”. In effetti da alcuni anni l’assegno di cura era indirizzato anche ai non autosufficienti gravissimi, di cui beneficiano circa 3mila persone l’anno tra coloro che sono in uno stato vegetativo, oppure dipendono, con un importo mensile per questo assegno di cura di importi che variano dai 500 euro ai mille e cento a1 mese. Con le risorse economiche che si restringono ciclicamente o che arrivano dopo mesi di preghiere e disperazione. E la tutela di un diritto sacrosanto come quello alla salute?

 

Francesco De Martino

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