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Athos Faccincani e i paesaggi Mediterranei

C’ è una cittadina garganica alla base della svolta artistica di uno dei pittori contemporanei più famosi. L’ artista è Athos Faccincani, la cittadina è Ischitella. La storia merita di essere raccontata e il Quotidiano lo fa intervistando Athos Faccincani, nativo di Peschiera del Garda. Alle spalle premi e mostre nelle platee più prestigiose del mondo. Faccincani è celebre per i suoi colori, la sua luminosità e la sua predilezione per i paesaggi Mediterranei.

Maestro Faccincani, da dove iniziamo?

“Ero partito nella mia carriera dalla pittura introspettiva, carceri, situazioni di degrado, avevo somatizzato il dolore. Il culmine giunse dopo una mostra sulla Resistenza alla quale aveva partecipato Pertini. Decisi dopo quell’ evento di prendermi una pausa”.

E allora?

“Con mia moglie scesi al Sud e mi fermai sul Gargano. Ricordo la cittadina Ischitella. Andai in una vecchia osteria, quasi fuori del tempo con la botte che fungeva da tavolo. Ordinai due panini al formaggio e due bicchieri di vino bianco. Pagai pochissimo e mi meravigliai. Così offrii da bere a tutti. Avevo programmato di stare in quel posto mezz’ ora e ci rimasi quattro giorni, invitato a turno a pranzo e cena dagli abitanti”.

Inutile dire che ci stanno i paesaggi garganici dietro la sua svolta…

“Certo. In quel posto ho appreso la prospettiva luce- sole, oggi in quel tipo di paesaggi, lo dico senza peccare di immodestia, sono uno dei migliori al mondo. Se sono diventato quello che sono lo devo senza dubbio al Gargano. Poi mi spostai nel Salento, e risalii al nord dal Tirreno”.

Parliamo della pandemia, che effetti ha prodotto nel mondo dell’arte?

“Per i giovani un disastro, sono saltate tante mostre e questo ha prodotto danni economici e commerciali gravi. Io, per mia buona sorte, non ho subito danni, perché i mezzi elettronici e la rete talvolta ha avvicinato la gente persino di più agli artisti”.

Che suggerimento si sente di dare a un giovane artista?

“Di ricordarsi che il futuro nel nostro mondo è nel figurativo, oggi la gente ha bisogno di leggere la pittura. Un figurativo fatto di luci e di colore”.

Bruno Volpe

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