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Attesa per lunedì la proclamazione del nuovo Consiglio comunale di Bari

Le minoranze di centrodestra, dimenticando forse di essere forze di opposizione, si fanno già avanti per chiedere la Presidenza della nuova Assemblea cittadina

E’ attesa per lunedì prossimo la proclamazione degli eletti al Consiglio comunale di Bari nella tornata elettorale dell’8 e 9 giugno scorso anche se, secondo alcune indiscrezioni, i “conteggi” ancora non tornano nelle verifiche effettuate dall’Ufficio elettorale centrale del Tribunale barese. Quindi, non sarebbe da escludere uno slittamento ancora di qualche altro giorno della proclamazione ufficiale degli eletti nell’aula “Dalfino” di Palazzo di Città, come è pure possibile che la proclamazione venga comunque effettuata (e magari anche anticipandola di qualche giorno rispetto alle previsioni), lasciando poi ai ricorsi giudiziali la possibilità di sistemare in via definitiva la posizione di qualche eletto che potrebbe essere dubbia, o un’attribuzione di seggi che appare incerta. Inoltre, l’insediamento di Vito Leccese sulla poltrona di sindaco e nell’esercizio pieno delle sue funzioni senza che egli abbia ancora effettuato il previsto giuramento di rito, che – come è noto – deve avvenire nel corso della prima seduta del nuovo Consiglio comunale, potrebbe anche far sorgere qualche problema di legittimità, per gli atti posti in essere dal neo Primo cittadino.  A cominciare dal fatto che il neo-sindaco lo scorso 29 luglio è intervenuto ad una seduta del vecchio Consiglio comunale ancora in carica senza che egli fosse membro di questo e né facesse parte di esso in precedenza. Insomma, le “aberrazioni” sul piano formale e sostanziale al Comune di Bari, con la presenza di un sindaco proclamato ma ancora privo del solenne atto di fedeltà alla Costituzione repubblicana ed allo Statuto comunale, ormai non si contano! Pertanto, l’urgenza di avere quanto prima anche la proclamazione del nuovo Consiglio a Bari è divenuta forse una priorità praticamente indifferibile. Però, nell’attesa che detta priorità si concretizzi effettivamente, l’opposizione di centrodestra che fa capo a Fdi ed a Fi (ossia 4 consiglieri di minoranza su 6) si fa sentire, per rivendicare l’indicazione del Presidente della nuova Assemblea cittadina. Infatti, si legge in una nota a firma congiunta di Fdi e Fi, “Per statuto della Città di Bari, il ruolo di Presidente o Vice-presidente del Consiglio comunale, va assegnato agli esponenti delle minoranze/opposizioni, come contrappeso degli specifici e incisivi poteri assegnati dalla legge al sindaco e alla giunta; nonché dei “premi” elettorali spettanti (per legge) alle forze politiche uscite vincenti dalla competizione elettorale”. E, verosimilmente, per dare maggior forza a tale richiesta, nella stessa nota la minoranza di centrodestra ha sottolineato: “Nel turno di ballottaggio si è verificata un’anomalia”, perché la coalizione di centrosinistra che sosteneva a sindaco Michele Laforgia, non ammesse al ballottaggio, ha dichiarato pubblicamente e reiteratamente l’appoggio politico/elettorale alla coalizione a sostegno di Leccese e capeggiata dal Pd, senza però
ad un “apparento” ufficialmente, come consente e prevede la legge elettorale. “In tal modo, – si afferma nella nota di Fdi e Fi – la coalizione e le liste a supporto di Laforgia, parteciperanno al riparto dei seggi assegnati alle minoranze/opposizioni (e non a quello tra le liste di maggioranza che sostenevano Leccese), sottraendo così seggi (forse 6) alle forze politiche che appoggiavano il candidato sindaco di centrodestra” (ndr -Fabio Romito). Quindi, hanno esclamato dall’opposizione di centrodestra, “l’Aula consiliare conterà, di fatto, 28 consiglieri di maggioranza e solo 8 di minoranza/opposizione”. Ovvero, hanno commentato ancora i rappresentanti delle due forze sconfitte. “un’assemblea “bulgara”, con solo 8 “voci” distoniche”. Pertanto, “in tale situazione – a loro dire – per ristabilire un qualche equilibrio politico e democratico”, hanno lanciato la proposta, a tutte forze politiche che saranno presenti nel nuovo Consiglio comunale, “che il ruolo di presidente del Consiglio comunale sia assegnato a un esponente (effettivo) delle minoranze/opposizioni”, in modo che si ristabilisca effettivamente “un qualche riequilibrio democratico tra maggioranza e minoranza”. Richiesta, questa, respinta subito al mittente dall’avvocato Laforgia, che in replica ha prontamente dichiarato: “Non si comprende in virtù di quale principio FdI e Fi di Bari si dolgano del mancato apparentamento, che, peraltro, avrebbe favorito nella ripartizione dei seggi le liste della mia coalizione a scapito di quelle a sostegno di Vito Leccese”. Invece, “quanto alla Presidenza del Consiglio comunale, – per Laforgia – sarebbe comunque opportuno individuare e, auspicabilmente, eleggere, una figura che rappresenti una garanzia per tutti e non solo per la maggioranza o la minoranza”. E, continuando, il probabile (stante ai “si dice”!) Presidente della neo-Assemblea cittadina in attesa di proclamazione, ha poi affermato: “Poiché il centrodestra insiste a diffondere sciocchezze elettorali, sono costretto a ripetere quanto avevo già pubblicamente chiarito prima del turno di ballottaggio”. Ovvero, – ha chiarito Laforgia – “la legge elettorale (artt. 72 e 73 del Tuel) per i Comuni prevede, fra l’altro, che i candidati ammessi al ballottaggio hanno facoltà, entro sette giorni dalla prima votazione, di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle già in coalizione, e che alle liste collegate al Sindaco eletto al secondo turno viene assegnato almeno il 60 per cento dei seggi, mentre i restanti seggi vengono ripartiti proporzionalmente al risultato già ottenuto”. Quindi, “il cosiddetto ‘apparentamento’, – ha precisato inoltre Laforgia – non solo è meramente eventuale, ma è rimesso alla scelta dei candidati ammessi al ballottaggio (a Bari, Vito Leccese e Fabio Romito) non riguarda la distinzione tra maggioranza e opposizione – che, ovviamente, si formano solo dopo la nomina della Giunta e l’insediamento del Consiglio Comunale – e non ha lo scopo di favorire le minoranze, bensì di garantire comunque la maggioranza al Sindaco eletto (salvo il caso di “anatra zoppa”, quando più del 50% dei voti di lista va alla coalizione avversaria)”. Insomma, le forze sconfitte del centrodestra, piuttosto che occuparsi dei programmi ancora poco chiari dell’annunciata maggioranza consigliare che sosterrà il neo sindaco Leccese, o delle paventate criticità circa l’elezione del nuovo Primo cittadino (stante alcune indiscrezioni, entro oggi alcuni cittadini pare che presentino un ricorso, eccependo l’ineleggibilità a sindaco di Leccese per presunte violazioni di legge, dovute alla sua presenza nello staff dell’ex sindaco Decaro), sono invece alle prese con la richiesta di “poltrone”. Dimenticando (forse) di  essere formalmente “minoranza” e, possibilmente, di dover essere anche sostanzialmente “opposizione” alla cordata politica di Leccese e Laforgia.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 8 Agosto 2024

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