Il Bari di Mignani compie l’impresa a Cagliari
18 Settembre 2022
Angelina difese le donne
20 Settembre 2022

Attraverso il colore la bellezza dei sentimenti nascosti

“È triste giocare a nascondino in questo mondo, quando ci si dovrebbe stringere gli uni con gli altri.” Diceva Jean Cocteau. Sembrerebbe essere questo il motto profondo e silenzioso di un noto artista pugliese che si è fatto notare nel mondo con una produzione artistica che incanta per i suoi cromatismi e che, nella sua raffinata essenzialità, si interroga su un’identità umana sfuggente, ma la cui presenza sembra essere fondamentale per comprendere ciò che ha caratterizzato il suo messaggio nel tempo. Ce la racconta Roberto Guadalupi in un’interessante mostra inaugurata venerdì 16 Settembre e visitabile fino al 15 Ottobre, presso la galleria San Giorgio Arte, in via Sparano a Bari. ‘ La magia del colore’. Un animo sensibile, forse un po’ ferito, che indaga incessantemente sul senso della vita.
Di Brindisi, classe ’54, Guadalupi ha elaborato e maturato la sua rivoluzione linguistica nell’arco del tempo, senza modificare i soggetti della sua ricerca. Anche nella produzione informale continua a prediligere i paesaggi urbani che diventano più contemporanei, le strade delle città si popolano e torna la figura umana accennata appena da rapide pennellate che alludono senza definire. “Fin da giovanissimo ho compreso di essere attratto da un altrove fuori dalla Puglia, ho quindi cominciato a girare l’Europa in lungo e largo, ho viaggiato anche in America e rappresentato la Puglia al palazzo delle Nazioni Unite, esposto in due mostre importanti a Londra e poi in Svizzera, ma resto sempre un pittore pugliese. Questa mostra per me è particolarmente importante, perché rappresenta una somma del mio lavoro a partire dal 2016, quando ho deciso di distaccarmi definitivamente dal  figurativo. Non è stato però un reale abbandono, dopo aver lavorato sul monocromo per tanti anni, gli stessi soggetti sono stati da me raccontati sotto una luce nuova. Ho sentito la necessità, in un certo senso, di velocizzare il messaggio espressivo, poiché con il figurativo mi sono accorto che partivo con una certa carica ma poi la perdevo durante il percorso. L’ informale, invece, conferisce dinamicità a questo processo, e immediatezza all’opera. Sono passato al policromatico e al materico e poi ho deciso di nascondere gli elementi e i soggetti dei miei quadri, io li chiamo gli anonimi, siamo noi, la nostra società sfuggente e indefinibile. Non sono mai nemmeno in posizione centrale nelle mie opere, ma sempre disposti lateralmente, casualmente. Durante il mio percorso ho imparato a nascondermi, ed evitare di essere troppo esplicito, forse anche per la paura di essere frainteso. Ritengo che oggi l’arte contemporanea stia rischiando davvero di mescolarsi a cose che con l’arte non c’entrano proprio nulla.” La serata inaugurale è stata impreziosita dall’incantevole esibizione di due eccellenze del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, gli studenti di chitarra classica Francesco Pellegrini e Bianca Maria Minervini: “Musica e arte vanno di pari passo: non esiste l’una senza l’altra, perché l’arte è un tutt’uno che collega fra loro le tante espressioni artistiche. Quello di questa sera è un omaggio musicale al colore, e alla sua meravigliosa capacità di trasmettere emozioni.”

Rossella Cea

 169 total views,  2 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *