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“Autonomia comunale per Palese e Carbonara, presto un nuovo ddl in Regione”

Il distacco dal capoluogo delle ex frazioni di Carbonara-Ceglie-Loseto, ma anche di Palese e Santo Spirito, per renderle amministrativamente indipendenti da Bari, è l’unico progetto politico credibile, per una seria e concreta soluzione ai problemi delle popolose periferie baresi che, nel 2009, hanno chiesto, con il referendum consultivo, di staccarsi dalla città. Un distacco che la Regione, come si ricorderà, avrebbe già accordato nel febbraio del 2010, se non ci fosse stato l’intervento a gamba tesa sui alcuni consiglieri regionali dell’epoca di un sindaco, Michele Emiliano, prepotente ed irriguardoso della volontà popolare legittimamente espressa. E’ questo, in estrema sintesi, ciò che è emerso da un’assemblea di oltre due ore svoltasi venerdì scorso a Ceglie del Campo nell’auditorium dell’istituto scolastico “Calamandrei”, alla presenza del presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, del consigliere regionale Davide Bellomo e di alcuni rappresentanti locali, oltre alla folta schiera di pubblico intervenuta ad assistere. Gli interventi che hanno preceduto i discorsi di Bellomo e Schittulli hanno tutti evidenziato i limiti e le carenze di una gestione amministrativa, quella decentrata, che per i territori della Prima e Quarta circoscrizione, non è mai stata sufficiente ad assicurare un’adeguatamente risoluzione dei problemi delle comunità ivi dislocate. Il presidente Giuseppe Anaclerio del comitato “Uniti per l’autonomia”, promotore dell’assemblea di venerdì scorso, ha fatto il punto sulla situazione, per ribadire che la riforma del decentramento amministrativo, che l’amministrazione Emiliano ha annunciato da tempo e che probabilmente non riuscirà neppure ad approvare entro la fine naturale del suo mandato, nella prossima primavera, non soddisferà di certo le esigenze di indipendenza politica ed amministrativa di comunità come Carbonara-Ceglie-Loseto e Palese-Santo Spirito, che sono storicamente e culturalmente realtà diverse da Bari e, quindi, bisognose di una identità amministrativa completamente autonoma da quella del capoluogo. E sostegno alla tesi di Anaclerio è stato dato dal presidente della circoscrizione di Carbonara-Ceglie-Loseto, Degiulio (Pdl), e l’ex presidente di Palese-Santo Spirito, Di Liso (Idv), che hanno evidenziato l’inconsistenza degli organi di decentramento comunale rispetto alle reali esigenze di governo del territorio e la loro inadeguatezza a dare risposte soddisfacenti ai cittadini delle periferie, che godono dei servizi comunali in modo più limitato e meno efficiente di quelli del centro cittadino, pur avendo uno stesso livello di tassazione. Ed al riguardo il raffronto inevitabile è stato fatto con i Comuni viciniori di popolazione pari, se non in alcuni casi addirittura inferiore, a quella delle due periferie baresi che rivendicano il distacco dal capoluogo, per diventare Comuni distinti e, quindi, autonomi. Aspirazione, questa, che ben presto potrebbe tornare ad essere fattibile se il consigliere regionale Bellomo presenterà, come ha promesso nel corso del suo intervento, due nuovi disegni di legge, che prevedono l’istituzione in provincia di Bari del Comune di Carbonara-Ceglie-Loseto e di quello di Palese-Santo Spirito. Un progetto ampiamente condiviso ed incoraggiato dal presidente Schittulli che, con il suo intervento conclusivo dell’assemblea, è stato un vero e proprio fiume in piena contro chi nel 2010, sostenendo tesi destituite di ogni fondamento, ha boicottato l’istituzione in Terra di Bari di due nuovi Comuni, quelli che sarebbero sorti nelle ex frazioni baresi per l’appunto, che da tempio hanno i presupposti per diventare realtà comunali distinte da Bari e, soprattutto, le potenzialità economico finanziarie per l’autodeterminazione amministrativa del territorio. Un’autodeterminazione che favorirebbe sicuramente la crescita socio-culturale della popolazione residente, oltre che lo sviluppo economico ed il miglioramento della qualità della vita delle predette comunità, senza alcun nocumento per la città di Bari, che – sempre secondo Schittulli – ne riceverebbe anche dei vantaggi diretti dall’istituzione di due nuovi Comuni nella propria provincia. Infatti, ha dichiarato lo stesso Schittulli: “La Città metropolitana è un bluff ” perché non risolverà i problemi delle due periferie baresi, che chiedono di staccarsi dal capoluogo. Tra l’altro, ha chiarito il presidente della Provincia, i dubbi e le incertezze normative sull’istituzione delle Città metropolitane a livello centrale sono ancora notevoli. E se a breve si dovesse forse decidere qualcosa in proposito, potrebbe riguardare soltanto le città di Milano e Napoli a livello sperimentale. Quindi, ha sottolineato Schittulli, l’istituzione del Comune di Carbonara-Ceglie-Loseto e di quello di Palese-Santo Spirito resta ancora adesso l’unica soluzione concreta per l’effettiva crescita di dette comunità. “Infatti – ha affermato Schittulli con una buona dose di coraggio – a distanza di oltre ottantenni dalle annessioni a Bari delle ex frazioni, non possiamo non riconoscere che l’artefice di tali accorpamenti forzosi, il senatore Araldo Di Crollalanza, fu un grande protagonista per lo sviluppo di Bari, ma non per le ex frazioni di Palese-Santo Spirito e Carbonara-Ceglie_Loseto”. Una costatazione che a qualcuno potrebbe forse non piacere, ma che di fatto è un’affermazione di incontrovertibile verità.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 15 Ottobre 2013

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