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Autorità Portuale di Bari:l’associazione dei consumatori chiede di annullare le assunzioni senza concorso

 

“L’art. 97, terzo comma, della Costituzione Italiana prevede che, salvo i casi stabiliti dalla legge, «agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso». Ciò significa che la «forma generale e ordinaria di reclutamento per le pubbliche amministrazioni» è rappresentata da una selezione trasparente, comparativa, basata esclusivamente sul merito e aperta a tutti i cittadini in possesso di requisiti previamente e obiettivamente definiti. Il rispetto di tale criterio è condizione necessaria per assicurare che l’amministrazione pubblica risponda ai principi della democrazia, dell’efficienza e dell’imparzialità”. Il fatto è che, proprio in barba alla nostra legge fondamentale, all’Autorità Portuale del Levante di Bari le assunzioni di impiegati, funzionari e dirigenti sono avvenute senza aver mai sostenuto lo straccio d’un concorso pubblico. Argomento vecchio, ripreso nel ricorso articolato e puntiglioso – lungo una ventina di pagine – presentato un paio di settimane fa ai giudici amministrativi del Tar Puglia dall’associazione dei consumatori “Assoconsum”. Per far tornare così a galla la gestione commissariale piuttosto chiacchierata di Francesco Palmiro Mariani, ligure di stretta osservanza dalemiana in scadenza di mandato immediatamente dopo le elezioni regionali. Davvero tante, troppe, dunque, le assunzioni di personale legati da rapporti di parentela con segretari di partito, ammiragli e pezzi grossi della stessa Autorità, per non attirare l’attenzione di chi –tra le tante alte cose- ha chiesto il rispetto di una circolare del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, datata 16 settembre 2010 che raccomandava ai vertici portuali l’espletamento di regolari procedure concorsuali selettive ad evidenza pubblica. E invece niente, niente selezioni, esami o prove per decidere l’elevatissimo numero di posizioni apicali nell’Autority, tanto che perfino la Corte dei Conti, analizzando i conti consuntivi qualche anno fa, ha rilevato e censurato il rapporto sproporzionato tra posizioni direttive ed esecutive. Per farla breve, negli uffici del porto di Bari i dipendenti portano tutti i galloni da colonnello e generale, senza soldati che eseguano gli ordini impartiti, una sproporzione ingigantitasi durante la gestione di Mariani, che dal 2006 ha più che raddoppiato il personale, assumendolo senza espletare concorsi pubblici, come ha evidenziato nel suo ricorso l’avvocato Giuseppe Ficele per Assoconsum nell’atto notificato un paio di settimane agli uffici portuali, con cui ha chiesto “…l’annullamento previa sospensione delle deliberazioni del Comitato portuale dell’Autorità Portuale del Levante n. 1 del 5 febbraio 2015 e n. 7 del 30 luglio 2010, di riassetto della pianta organica e di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali con cui è stato determinato l’organico della segreteria tecnico operativa…senza il vincolo costituzionalmente orientato con riguardo alle assunzioni del concorso pubblico, pertanto lesivi degli interessi legittimi dei cittadini per il mancato accesso concorsuale al pubblico impiego, per la natura di Ente pubblico non economico delle Autorità Portuali”. In altri termini, mette nero su bianco l’associazione ricorrente, ad essere lesi sarebbero gli “interessi legittimi dei cittadini”, per il mancato accesso concorsuale al pubblico impiego, in quanto, “è legittimato ad agire in giudizio il cittadino che lamenti un danno per perdita di chance, non avendo potuto partecipare ad un concorso pubblico”. E tanto, sempre per Assoconsum, era necessario proprio perché l’Autorità guidata da Franco Mariani è un Ente non Economico, per cui il rapporto di lavoro in essere con lavoratori interessati non vincitori di concorso in attesa che vengano effettuati i pubblici concorsi per le succitate figure professionali, è da ritenersi a tempo determinato, in considerazione della natura di Ente pubblico non economico delle Autorità Portuali. E non basta: al contrario delle altre sedi di Autorità Portuali come Genova, Venezia, Catania, Brindisi, Viareggio, Messina, nelle quali vengono espletati pubblici concorsi per il reclutamento del personale sia impiegatizio che dirigenziale, nella sede di Bari tutto avviene con contratto individuale di lavoro. Per cui negli uffici di fronte al porto si è assistito ad una “arbitraria assunzione” di ventuno unità lavorative tra dirigenti, quadri, e figure impiegatizie, provvedendo anche alla nomina del dirigente dell’Attività Portuale in contrasto con un decreto legislativo (30 marzo 2001 n. 165), per il quale “l’accesso alla qualifica di dirigente di ruolo nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e negli enti pubblici non economici avviene esclusivamente a seguito di concorso per esami”, come si legge in ricorso che potrebbe rimettere in discussione carriere e soprattutto diritti che molti dirigenti portuali ritenevano ormai acquisiti.

Francesco De Martino          


Pubblicato il 20 Maggio 2015

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