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Avanti piano col piano delle periferie, tra progetti e critiche pesanti

Una vera pioggia di soldi pubblici sull’amministrazione della Città Metropolitana di Bari: il Sindaco Antonio Decaro da oltre un anno ha chiesto oggi al Ministro del Mezzogiorno di sbloccare almeno il dieci per cento (all’incirca parliamo di 23 milioni di euro) della somma complessiva rappresentata dai vari progetti previsti dal patto per la città metropolitana. E adesso, dopo circa dodici mesi, siamo alla resa dei conti, con i progetti già pronti dei comuni della cintura del capoluogo che scalpitano per aprire i cantieri. Eppure non tutti sono d’accordo, come Giuseppe Carrieri, il consigliere comunale  e metropolitano barese che l’anno scorso ha fatto partire una nota al Presidente del Consiglio con cui ha descritto la sostanziale inutilità di quei progetti a creare occupazione, crescita  e sviluppo di una delle ultime aree metropolitane d’Italia (e quindi d’Europa) per ricchezza pro-capite, pil e tassi di occupazione. E ne ha spiegato bene il motivo, l’avvocato Carrieri, per cui quei finanziamenti sarebbe assai meglio non erogarli, in attesa che la Città Metropolitana di Bari elaborasse un nuovo e più serio programma operativo e nuovi progetti, di cui peraltro si possa “misurare” l’impatto occupazionale e il tasso di sviluppo che apportano. <<Considerazione queste che ho peraltro esposto in consiglio metropolitano  a sostegno del voto contrario (l’unico) alla delibera consiliare contenente il programma operativo e  i vari progetti>>, precisa ancora il puntiglioso consigliere barese. <<Non capita tutti i giorni di ricevere risorse statali/comunitarie per 230 milioni di euro  e, in tali casi, l’ultima cosa da fare  è distribuire “a pioggia” le risorse per accontentare un po’ tutti (e quindi nessuno). Si è sempre detto, eppure si continua oggi sciaguratamente a fare con i progetti inclusi nel cd. Patto per la città metropolitana di Bari. Troviamo, infatti, improbabili percorsi di valorizzazione (per 9 milioni di euro) dai centri cittadini a siti esterni; ovvero innumerevoli impianti di videosorveglianza (per 10 milioni di euro) anche nei più piccoli comuni; ancora, inconsistenti valorizzazioni di assunti “attrattori culturali” per ulteriori 9 milioni di euro>>. Insomma, una moltitudine di interventi  assolutamente scollegati e scoordinati, la cui finalità strategica non è affatto chiara (sicurezza? turismo? decoro urbano?). Così parlava alla fine del 2016 Carrieri, per il quale sarebbe stata quindi la concentrazione delle risorse verso progetti specificamente finalizzati allo sviluppo occupazionale giovanile (dato il mostruoso -58%- tasso di disoccupazione giovanile barese). Oppure orientati alla cura e tutela del più importante tesoro del nostro territorio: l’ambiente. Il nostro mare, la nostra terra, il nostro clima sono  cose rare e preziose che fortunatamente ancora abbiamo, e che però abbisognano di importanti risorse per essere salvaguardati e valorizzati. Una ciclovia in meno, quindi, per una spiaggia pulita in più; un raccordo autostradale in meno, per più interventi di prevenzione della Xylella e/o per più risorse per incentivare la “green economy”. Inutile dire che, al contrario, per il sindaco Decaro quei 41 milioni di euro che saranno investiti sul nostro territorio rappresentano una ‘panacea’ per tutti i sindaci del territorio, <<….dando voce alle esigenze e ai bisogni di ogni singola comunità intenzionata a creare sinergia stando insieme agli altri. Ognuno ha ceduto così un pezzo di sovranità e di interessi del proprio territorio per creare qualcosa di più grande che è stato apprezzato e premiato dalla commissione esaminatrice. Il progetto candidato dalla Città metropolitana di Bari prevede la riqualificazione di spazi pubblici aperti tra cui piazze, giardini, campi da gioco, con la creazione di percorsi di mobilità sostenibile e nuovi parchi urbani>>. E allora bisogna sapere che gli interventi previsti nel programma “Periferie aperte” sono legati da un unico tema condiviso: la bellezza, poiché tutti i cittadini hanno per l’amministrazione dell’ex provincia di Bari diritto a vivere in ambienti “belli”, che parlino di cura e rispetto per i beni comuni e per gli spazi urbani che siano centrali o periferici. “Periferie aperte” si sviluppa attraverso 37 interventi strategici di riqualificazione dello spazio pubblico in 36 Comuni. Il progetto complessivo prevede la riqualificazione di 11 piazze, la creazione di 17 parchi urbani polifunzionali, il rafforzamento del greening urbano in 18 Comuni, 11 nuove aree sportive attrezzate, l’implementazione di nuovi dispositivi di sorveglianza e gestione della sicurezza in 17 Comuni, la riqualificazione di 9 vettori di mobilità ciclo pedonale, per un totale di 2 milioni di metri quadri di superficie riqualificata e riconvertita. Una pioggia di lavori, cemento e denari che, però, potrebbero finire per arricchire solo i soliti noti….

 

Antonio De Luigi

 

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