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Avvilente botta e risposta tra Melchiore e Decaro sui ritardi delle candidature a sindaco

Un argomento per polemiche politiche da comizio di piazza che invece è stato sollevato nell'aula istituzionale durante la seduta di fine anno

La politica barese in questo scorcio di fine 2023 è stata protagonista di uno spettacolo avvilente per la città di Bari, ma soprattutto per tanti comuni cittadini baresi che vivono alle prese con le tante difficoltà quotidiane, sociali od ambientali in cui versa la realtà del capoluogo. Infatti, nell’ultima seduta di Consiglio comunale dell’anno che sta per terminare, svoltasi giovedì u.s., la polemica politica tra opposizione e maggioranza è andata oltre i temi all’odg, sconfinando su una questione, quella della difficoltà nella scelta del candidato sindaco, sia del centrosinistra che del centrodestra, per le amministrative baresi del prossimo anno. Un tema, questo, del tutto estraneo ai punti in discussione, oltre che esula da quelle che sono le competenze della massima Assemblea cittadina, i cui compiti – come è noto – sono sì di carattere politico, però inerenti a questioni di carattere prettamente amministrativo e gestionali della città, quindi ai problemi della realtà cittadina barese, e non di certo a questioni politiche di “bottega”, legate alle dinamiche dei partiti, in vista delle prossime elezioni comunali. In altri termini, gli scranni dell’aula “Dalfino” sono stati trasformati in una sorta di palco da comizio di piazza e l’Assemblea consigliare usata come un ring, per una polemica che nulla ha a che vedere con le funzioni proprie di un Consiglio comunale. La vicenda è ancor più avvilente se si considera che i protagonisti dell’inusuale spettacolo non sono stati due semplici esponenti dei fronti politici contrapposti che siedono nell’aula “Dalfino”, bensì due autorevoli rappresentati istituzionali e politici, quali sono per l’appunto il neo senatore della Repubblica, Filippo Melchiorre di Fdi, che – come è noto – siede nell’Assemblea cittadina barese ininterrottamente dal 1995, da una parte, ed il Primo cittadino di Bari, Antonio Decaro del Pd, anch’egli veterano della politica cittadina dal 2004. Ma veniamo ai fatti. L’autorevole esponente del partito di Giorgia Meloni in aula, rivolgendosi alla maggioranza di centrosinistra, ha polemizzato ricordando le crepe apertesi all’interno dello schieramento di governo della città per la scelta del nome da proporre agli elettori baresi il prossimo giugno come candidato sindaco, alludendo anche agli scontri in atto all’interno del centrosinistra per i vari posizionamenti e sull’ aspirazioni elettorale del sindaco Decaro che, come è ormai noto, si sta preparando da tempo per la corsa al Parlamento europeo. Una polemica politica, quella di Melchiorre, alquanto stucchevole e sicuramente inutile in una sede, il Consiglio comunale per l’appunto, che non è di certo l’agorà appropriato dove parlare di scene e retroscene di partiti e di coalizioni, essendo esso il luogo istituzionale dove dovrebbero, invece, essere discusse e risolte le problematiche della città e dei suoi abitanti e non quelle interne agli schieramenti od ai singoli partiti. Polemica subito raccolta dal sindaco Decaro che, a sua volta, anziché tagliare corto su un tema non attinente né ai lavori dell’aula, né tantomeno d’interesse della parte politica di colui che l’aveva sollevato, ha colto l’occasione per contro polemizzare con l’esponente di opposizione. Un duro botta e risposta che, per la sede dove è avvenuto, non è stato solo avvilente per la città e per quanti, con cognizione di causa, conoscono il valore e le funzioni della massima Assise cittadina, ma che invece è stato mortificate per quella che dovrebbe essere una politica con la “P” maiuscola, da svolgere nell’aula istituzionale di un consiglio comunale. Infatti, un’opposizione che interviene a sei mesi dalle prossime comunali per scontrarsi con la maggioranza su questioni interne a questa e che, per giunta esulano dai lavori e dai compiti di un consiglio comunale, mentre è stata per quasi l’intera consigliatura pressocché silente, o addirittura assente, su rilevanti temi riguardanti la città, è un’opposizione che di certo non ha svolto al meglio il compito affidatogli alle elezioni dal proprio elettorato. Sul fronte opposto, invece, un sindaco che si lascia trascinare in una polemica sterile ed impropria per luogo dove avviene, è anche per questa parte politica sintomo di pochezza istituzionale, che denota quanto sia ormai mediocre il dibattito politico nella nostra città, oltre che il livello amministrativo poco qualificante delle classi politiche e partitiche partorite dai nuovi sistemi elettorali. Questo, però, è tutto un altro discorso.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 30 Dicembre 2023

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