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Axis of Time, la mostra tutta cinese sul rapporto uomo e natura

“Avrai la pazienza di aspettare fino a quando il fango si depositerà e l’acqua sarà chiara?” Per chi come me, da pugliese in terra straniera, ha avuto modo di conoscere il mondo dell’arte in Cina tramite esperienza diretta, questo insegnamento taoista sembra sussurrare un proposito ambizioso, ma nello stesso tempo inafferrabile, come un vento leggero che si percepisce osservando il colore colato degli astratti di Zhou Xiao’ou, che quasi graffiano in maniera anomala le tele come macchie agitate, le fantasie sfumate e calde di Huang He, i fiori delineati in maniera tradizionale di Shen Hui, o la segmentazione più rigorosa e geometrica di Liu Ke, opere che ci fanno viaggiare stilisticamente attraverso vari periodi e influenze artistiche diverse, e non solo orientali, le più interessanti a mio avviso, passando da Richter a Rothko. Parliamo della suggestiva mostra collettiva dei maestri delle Accademie di Belle Arti cinesi, ‘Axis of Time’ visitabile fino al 30 novembre nella Sala del Colonnato della Città Metropolitana di Bari. Incentrata sulla tematica del rapporto tra uomo e natura, fondamentale nella filosofia orientale come espressione di un’armonia cosmica da cui la visione occidentale forse ha ancora da imparare l’essenziale. L’evento è promosso da Hande Culture (Associazione per l’interscambio artistico e culturale Italia-Cina) e dalla Aesthetic Education Alliance of Chinese Youth Artists, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bari, nell’ambito delle celebrazioni organizzate per il 35esimo anniversario del gemellaggio tra Bari e Canton (Guanghzou), che ricorre il prossimo 12 novembre.

“Axis of Time è la prima di una serie di iniziative della nostra associazione in cooperazione con CCPS (Chinese Culture Promotion Society) per incentivare la creazione di nuove occasioni di scambio internazionale collegate al mondo dell’arte e della cultura.”spiega Pasquale Valentino, presidente di Hande Culture. La mostra è curata da Zhao Xiaowei con il coordinamento critico di Antonella Marino, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bari. “ La funzione dell’arte è quella di abbattere i confini e le distanze tra i popoli. Tante cose ci legano a Canton in questo gemellaggio che risale ad un primo evento di 35 anni fa. Con la città costiera di Guangzhou abbiamo aperto un dialogo proficuo sui temi dell’innovazione, dell’istruzione, dell’alta formazione e dello sviluppo. Abbiamo tante cose in comune, a cominciare da un grande porto e una grande fiera internazionale, e il gusto del comunicare attraverso l’amore e l’attenzione per il cibo. Questa manifestazione è cresciuta molto negli anni, portando Bari ad ospitare tanti studenti cinesi nella nostra Accademia e a condividere con la Cina tanti aspetti importanti della nostra cultura. “Di sicuro tra le opere presenti, le fotografie di Liu Gangqiang avrebbero tanto da insegnare in proposito. Alla Puglia e al mondo intero. Invitandoci al silenzio con la loro immanenza ascetica tra cielo e montagne, ci ricordano che la strada da percorrere sulla via della saggezza e dell’equilibrio non è impossibile, ma ancora molto lunga.

Rossella Cea

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