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Banca Popolare di Bari: tre mesi dalla firma dell’accordo e dopo nulla

Banca Popolare di Bari, un fiume di parole, incontri, vertici e manifestazioni di protesta e alla fine…niente! A tre mesi dalla firma dell’accordo sul piano di salvataggio della popolare barese bisogna dire che, purtroppo, la situazione in cui versa la Banca Popolare di Bari è di totale stallo: “”…una vergogna!””, tuona il Segretario Generale Uilca, Massimo Masi, che si rivolge direttamente al Governo chiedendo che rispetti gli accordi. <<Guardiamo con preoccupazione alla mancata nomina del Consiglio di Amministrazione e del nuovo Ceo, cosa che autorizza a pensare che sono ancora vive e forti quelle interferenze politiche che in passato hanno portato alla cattiva gestione dell’istituto e alle conseguenze che oggi sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti>>, incalza Masi. A questo punto, per smuovere una situazione in stallo totale, occorre dare una mossa a Medio Credito Centrale, al Governo e ai Commissari per “”…chiarezza di comportamento e il rispetto degli accordi””. Se ciò non accadrà, minacciano ancora i sindacati Uilca, si dovrà senza indugio rivedere l’atteggiamento delle parti sociali, per passare a un comportamento maggiormente propositivo. Per passare, dopo un fermo tecnico durato davvero troppo tempo sulle sorti dell’istituto barese di Corso Cavour, a una fase di dura contrapposizione e di denuncia pubblica. L’auspicio? E’ che Medio Credito Centrale provveda immediatamente a porre rimedio a un grave errore che sta comportando, oltre a una perdita di fiducia nelle istituzioni, importanti problematiche per le politiche di rilancio della banca stessa. L’azienda, e per essa i Commissari, che pur stanno svolgendo un difficile compito, continua  a  trincerarsi   dietro   il  silenzio,   non   fornendo  risposte   adeguate. I rappresentanti sindacali incalzano: a che punto è la vendita di Cassa di Risparmio di Orvieto? Che fine farà questo istituto? Qual è il destino delle lavoratrici e dei lavoratori della banca umbra? A che punto è la vendita delle filiali del Nord? Le conseguenze di tutto questo è che i sacrifici ricadono pesantemente, ancora una volta, solo sulle lavoratrici e sui lavoratori che continuano a pagare per errori del passato dei quali, ovviamente, non sono in alcun modo responsabili, accollandosi sacrifici economici e professionali enormi ma senza risultati. L’accordo firmato dai segretari generali e dai coordinamenti aziendali della Banca Popolare di Bari, con i Commissari e Abi, difficile e complicato, “”…dev’essere applicato in toto e deve servire al rilancio della banca e non a giochini politici di bassa lega. Noi vogliamo il rilancio della BPB affinché diventi un polo aggregante per le banche del Sud per aiutare l’economia meridionale””, conclude il segretario generale Uilca Massimo Masi. I lavoratori della Banca Popolare di Bari meritano rispetto.

 

Antonio De Luigi

 

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