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“Bari al centro del mondo e della storia”

V

 

 

“La visita del Papa colloca Bari al centro del mondo e della storia”. Ne è convinto, e lo conferma in questa intervista, il professor Giorgio Otranto, docente universitario, teologo ed esperto di storia del cristianesimo.

Professor Otranto, quali sono le chiavi di lettura della visita papale a Bari?

” Prima di tutto, direi, un immenso valore ecumenico, anche se il tema specifico è la pressante e necessaria preghiera per la pace in Medio Oriente. Tuttavia, non possiamo ignorare, e sarebbe sblagliato, che assieme al lato sociale e istituzionale, ve ne è uno ecumenico”.

Quale?

“Da tempo, come del resto hanno fatto i suoi predecessori, Papa Francesco cerca in ogni modo di agevolare l’unità tra le varie confessioni cristiane, ricordando che, secondo il Vangelo, la Chiesa voluta dal Signore è una e che la divisione è uno scandalo. Indubbiamente qui a Bari sono di scena i Patriarchi di Occidente ed Oriente, pertanto riguarda principalmente il mondo ortodosso, ma nessuno deve sentirsi escluso a priori dalla chiamata, le porte sono aperte”.

Ortodossi, quali sono i problemi?

“Risale tutto al 1054, e sono di natura liturgica, dottrinale e istituzionale. Ma credo che la distanza poco alla volta, ma progressivamente, si sta riducendo”.

Veniamo alla veglia di preghiera per la pace in Medio Oriente in senso stretto. Possiamo attenderci risultati concreti a breve?

“Sarebbe davvero molto ingenuo pensare a risultati immediati. Ogni Domenica o quasi, del resto, il Papa  all’ Angelus fa appelli alla pace, eppure il mondo sembra andare in senso opposto. In tale ottica, dunque, si potrebbe nutrire del pessimismo. Eppure la preghiera, per il cristiano certamente, è fondamentale ed anche efficace. Il cristiano vive di speranza che è una virtù, se la togliamo è finita”.

La Chiesa gioca un ruolo politico?

“Certo. Ha una sua funzione di indirizzo sociale, economico e anche politico, ma non in senso partitito. Voglio dire che è capace di influenzare, col suo Magistero, gli eventi della storia”.

Perchè è stata scelta Bari?

“E’ la città più votata al dialogo ecumenico con l’ Oriente grazie alla sua collocazione geografica e alla presenza delle ossa di Nicola. Bari, anzi, è la Chiesa ecumenica per eccellenza e Nicola il santo che sa accomunare Oriente e Occidente. Al suo tempo non vi era divisione di chiese. Penso che la visita del  Pontefice colloca Bari al centro del mondo e della storia. Un evento molto importante”.

Bruno Volpe

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