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Bari alla ricerca di soluzioni per la salvezza, comprese quelle silenziate

I profili poco impiegati dopo il mercato invernale, da Gytkjaer a Pagano

È iniziato il mini-ritiro del Bari. Ieri, il gruppo biancorosso ha intrapreso la preparazione per la 30ª giornata di campionato lontano da occhi indiscreti, sulla Murgia. In mattinata la squadra, dopo un riscaldamento a secco ad intensità crescente, ha dedicato la seduta di lavoro ad esercitazioni tattiche a tutto campo, focalizzandosi sullo sviluppo della fase offensiva. A chiudere la seduta, si è svolta una sfida a ranghi misti su porzione di campo. Alcuni elementi hanno svolto parte della seduta con il gruppo, dedicandosi poi ad una tabella di lavoro personalizzata. Nel pomeriggio è stata realizzata una seduta in sala video. Per quest’oggi è in programma una sessione di lavoro mattutina.

I galletti dovrebbero rientrare nel capoluogo venerdì, in vista della gara di sabato 14 marzo al San Nicola alle 15 contro la Reggiana di mister Rubinacci. Mister Longo starà utilizzando questi giorni a disposizione, dopo la brutta figura fatta a Pescara, per rimettere tutto in discussione. Normalmente gli equilibri di una squadra che ha prodotto risultati vengono preservati, mentre analisi profonde e dettagliate sono scontate dopo una debacle per 4-0 con l’ultima della classe, se pur in un ottimo stato di forma.

L’assenza di Longo di fronte ai microfoni della stampa nel post-partita non ha permesso una diagnosi degli stravolgimenti tecnici, negli interpreti, realizzati dopo le due vittorie consecutive con la Sampdoria e l’Empoli. L’utilizzo di Nikolaou nel terzetto difensivo sulla sinistra, al posto di Mantovani, con quest’ultimo spostato a destra per l’assenza di Cistana, influenzato, è stato sicuramente un cambio forzato. Questa mossa ha, però, influito negativamente sull’esito della gara.

Il difensore greco, centrale nel progetto Bari ad inizio stagione, era sceso nelle gerarchie prima per un infortunio, poi per la rivoluzione del mercato invernale che ha ridisegnato la difesa con interpreti più affidabili. Con l’arrivo di Mantovani e Cistana, Nikolaou è rimasto in panchina per due mesi, per essere ripescato in occasione di una sfida complicatissima, contro una squadra che ha riacquisito entusiasmo e sta lottando per raggiungere la salvezza. Il Pescara, guidato dall’energia di Lorenzo Insigne, ha letteralmente dettato legge all’Adriatico, privo del sostegno dei supporter biancorossi, bloccati dalla Prefettura per un divieto di trasferta. Proprio l’innesto di Nikolaou è costato il primo gol di Di Nardo, che ha innescato una serie di episodi negativi a cui il Bari non ha saputo reagire.

Altra sostituzione, quasi preannunciata nella conferenza stampa, è stata quella dell’impiego di Raffaele Pucino come quinto di difesa al posto dell’infortunato Piscopo. Longo aveva affermato che, per esperienza, il capitano biancorosso poteva essere il più indicato a ricoprire quel ruolo, in attesa del pieno recupero di Dickmann e della riabilitazione di Piscopo, giocatore già adattato in quel ruolo. A Pucino era stata messa in discussione solamente la capacità di corsa per via dell’anagrafica, ma nella concretezza dei fatti non è stato solo l’atletismo del capitano a mettere nei guai i biancorossi. Questi due cambiamenti hanno probabilmente minato quelle poche certezze su cui erano stati costruiti gli ultimi tre turni.

La settimana di preparazione al prossimo match ha l’obbligo di mettere in evidenza cosa non abbia funzionato contro il Pescara. Sul piano superficiale potrebbero aver influito le indisponibilità per infortunio (è tornato tra i convocati Dickmann, ma sono ancora fuori Verreth e Darboe, da comprendere le condizioni di Piscopo), le troppe partite ravvicinate (il Bari era reduce dal turno infrasettimanale con l’Empoli e prima ancora aveva affrontato in trasferta la Sampdoria) e l’inadeguatezza atletica e/o tecnica che potrebbe aver determinato delle rotazioni (la scelta di De Pieri dal primo minuto al posto di Esteves). La settimana piena potrebbe essere utile sia al recupero della forma di qualche interprete che necessitava di rifiatare, quanto alla scoperta di tutte le soluzioni possibili per salvare il Bari.

Se da un lato è vero che le certezze, una volta acquisite, non andrebbero minate, è anche vero che, per centrare l’obiettivo salvezza, il Bari necessita della migliore forma atletica e condizione mentale di tutti. Longo trasmette l’idea di selezionare mentalmente, tra i 24/26 calciatori a disposizione, quelli gli comunicano maggiori garanzie. Nella pratica sono diversi i profili finiti ai margini del progetto Bari. Paradossale, prima di ogni altro caso, è quello di Anthony Partipilo, il trequartista che il tecnico torinese nella scorsa stagione ha fortemente voluto, senza riuscirne a concretizzare l’arrivo.

Quest’anno l’attaccante barese è finito fuori rosa dopo alcune apparizioni sbiadite nelle precedenti gestioni di Vivarini e Caserta. In un Bari in cui gli esterni offensivi abbondano, ma che non sembrano garantire un minutaggio consistente (eccetto che Rao), probabilmente Partipilo avrebbe potuto rappresentare una risorsa in più.  La soluzione per reintegrarlo si sarebbe potuta trovare dall’interno, d’altronde Ebrima Darboe risulta infortunato da oltre 4 mesi, dalla gara con il Cesena del 2 novembre 2025, e i tempi di recupero non sono stati ancora diramati. Uscito fuori dai radar è anche Christian Gytkjaer. L’attaccante danese, accolto a Bari come il vichingo in lotta per la promozione, si ritrova paradossalmente a sfidare la salvezza dalla panchina.

Nell’era Longo, lo scandinavo, dopo i 64’ contro il Cesena del 24 gennaio, è stato impiegato, nelle restanti sette partite, solo per 14’ contro il Südtirol. È evidente come Longo preferisca avere un solo terminale offensivo, supportato dagli esterni che si avvicendano, e che abbia identificato nel riferimento per l’attacco Gabriele Moncini. Ma quali alternative possiede il Bari ad un Moncini non al top fisicamente? Nella concretezza, Gytkjaer è risultato meno inadeguato, sia come supporto che come alternativa a Moncini, rispetto a Marvin Çuni. L’albanese colleziona spezzoni di partita e il suo impiego non ha mai prodotto, in termini realizzativi, una miglioria alla squadra, anche quando ha avuto una chance da titolare.

Un altro profilo in sordina è quello di Riccardo Pagano. Presentato come il gioiellino della Roma che ha avuto l’onore di essere allenato da Mourinho, sempre dopo la gara di Cesena, nelle restanti 8 partite ha accumulato solo 13’ contro lo Spezia. Il tecnico torinese si aspetta giocatori capaci di prendersi delle responsabilità e che non fuggano dinanzi alla porta mentre sono portatori di palla. Pagano, in diverse occasioni, non ha dimostrato quella convinzione tale da rientrare tra gli ‘affidabili’ di Longo. Ma anche qui si staglia un’altra domanda: fino a che punto la freschezza di un giovane, dall’importante bagaglio di esperienze, può non essere presa in considerazione, anche quando le alternative scarseggiano?

Insomma, c’è bisogno di tutti, tutti sono in costante valutazione, ma alla fine qualcuno sembrerebbe essere stato messo ai margini del progetto, anche in caso di necessità. Le partite sono tante e ravvicinate, servono certezze, ma la condizione fisica ed atletica non bussa alla porta il giorno prima per avvisare di una eventuale indisponibilità. Per non restare impreparati, tutti dovrebbero essere pronti a sfoderare la spada per centrare un obiettivo importantissimo per la piazza barese. Questi ed altri sono sicuramente i fantasmi che affollano la mente di mister Longo in queste ore nel ritiro sulla Murgia. Il Bari è alla ricerca disperata di soluzioni, ma dovrebbe prestare attenzione che quelle realmente applicabili non siano state silenziate dalla necessità di un rendimento sicuro e veloce.

Longo e i suoi uomini sono chiamati a vincere contro la Reggiana di mister Rubinacci. Un pareggio potrebbe servire davvero a poco. In attesa di comprendere le reali condizioni degli indisponibili per infortunio o affaticamento o influenza, le soluzioni al vaglio saranno sicuramente le più disparate. (ph.T.Lapedota)

Tess Lapedota


Pubblicato il 12 Marzo 2026

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