Bari Calcio tra incognite e silenzi dopo la retrocessione
Il futuro resta appeso ai giocatori di proprietà, alla società e alla concessione del San Nicola

Ripartire. Questo è il vero problema che la Filmauro non si era mai trovata ad affrontare. È la prima retrocessione dei De Laurentiis alla guida del Bari ed è un clamoroso disastro che non si verificava da 43 anni. L’ultima volta che i biancorossi retrocessero dalla Serie B alla Lega Pro risale infatti al 1983. Più recentemente, nel 2004, il Bari perse uno spareggio con il Venezia, venendo poi ripescato in seguito al fallimento del Napoli. In appena otto anni di gestione De Laurentiis, l’obiettivo dichiarato è sempre stato quello di riportare Bari e la sua tifoseria nel calcio che conta.
Nei tre lunghi campionati disputati in Serie C, i galletti, abituati a scenari ben diversi, si sono cimentati su campi polverosi e ad alto tasso agonistico, riuscendo a uscire dal girone infernale del centro-sud Italia solo dopo aver sbaragliato completamente la concorrenza e vinto il campionato nel 2022. Erano stagioni di Serie C in cui erano precipitate diverse nobili decadute: Catania, Palermo e Catanzaro. Molte di loro stanno ancora cercando la propria dimensione, ma continuano a fare passi in avanti, anziché indietro. Il Bari, invece, come un gambero, è tornato alla peggiore situazione possibile.
Una retrocessione meritata fin dall’inizio del campionato, durante il quale, nonostante i tentativi di rivoluzione tra direttori sportivi, panchine e calciatori, nulla è migliorato sotto il profilo motivazionale, ancor prima che tecnico. La testa, in alcuni casi conta più degli allenamenti e dei profili di qualità. Questo Bari, al di là dei tre allenatori avvicendati – Caserta, Vivarini e Longo -, della separazione della gestione tecnica tra Magalini e Di Cesare e dei numerosi movimenti perfezionati a gennaio (19), non è mai riuscito a trovare una propria identità, a fare gruppo e a lottare in maniera univoca per la salvezza. La mancanza di convinzione è emersa integralmente nel doppio spareggio playout, dove l’imperativo era vincere, ma il Bari non è riuscito neppure a segnare un gol.
Ora è tempo di riflessioni. Mancano pochi giorni alla fine di maggio e diversi contratti dei calciatori si rescinderanno automaticamente il 30 giugno. Si pensi a Pucino, Bellomo, Gytkjaer, Marfella, Dorval e Manè. C’è poi chi tornerà alla base per fine prestito: Odenthal al Sassuolo, Stabile all’Inter U23, Nikolaou al Palermo, Cistana allo Spezia, Artioli al Mantova, Pagano alla Roma, Braunoder al Como, Traorè al Southampton, Cavuoti al Cagliari, Rao al Napoli, De Pieri all’Inter U23, Partipilo al Parma e Çuni al Rubin Kazan. Altri cercheranno lontano nuovi porti sicuri: Esteves si svincolerà dal Pisa e Piscopo dalla Juve Stabia. Il primo enigma circa la programmazione della nuova stagione in C del Bari riguarda il futuro dei calciatori di proprietà: Mantovani, Verreth, Darboe, Maggiore e Burgio, sotto contratto fino al 2028; Dickmann, Sibilli e Moncini fino al 2027.
Per molti di loro, contratto a parte, sembra essere arrivato già il tempo dei saluti. Pucino, capitano destituito, aveva lanciato un grido di dolore prima della fine del campionato, rimandando le analisi al termine della stagione e lasciando trasparire il rammarico di non riuscire a contribuire attivamente alla salvezza del Bari, squadra che ha accompagnato per cinque annate. Dorval ha ricevuto ieri la convocazione dal ct Petkovic della nazionale algerina per la disputa dei Mondiali in America, dall’11 giugno al 19 luglio. Lascia comunque perplessi il fatto che l’esterno parigino non abbia raggiunto, nella presente stagione, il tanto ricercato adeguamento contrattuale dalla SSC Bari.
La sua cessione sfumata al Rubin Kazan, ad inizio campionato, ha condizionato non solo l’intero mercato dei biancorossi, ma anche le scelte tecniche di tutti e tre gli allenatori succedutisi in panchina. Cavuoti, tornato a Cagliari, parteciperà al torneo che la squadra sarda disputa annualmente negli Stati Uniti, precisamente in North Carolina: il “The Soccer Tournament 2026”, competizione di calcio a 7 in programma dal 27 maggio al 1° giugno.
Esteves e Rao hanno espresso pubblicamente, sui propri profili social, il rammarico per la retrocessione del Bari. Consapevoli di non poter più far parte del progetto, hanno augurato una buona ripartenza a una piazza che li ha accolti nel migliore dei modi. Tra i giocatori ancora sotto contratto spicca Gabriele Moncini, capocannoniere della tormentata stagione appena conclusa. L’attaccante di Pistoia difficilmente proseguirà il suo percorso in biancorosso, considerate le qualità mostrate nonostante le enormi difficoltà vissute nel corso del campionato. Una clausola presente nel suo contratto, infatti, sembrerebbe consentirgli di svincolarsi in caso di retrocessione, previo indennizzo.
Nulla di nuovo, insomma, per quanto riguarda le continue girandole di calciatori che annualmente si succedono nelle società di calcio, a prescindere dai risultati sportivi. Ovvio che una retrocessione renda più complesso il trattenere profili di qualità che si sono distinti durante la stagione. Ciò che preoccupa maggiormente la piazza barese è il quadro dirigenziale, l’acquisizione della concessione dello stadio e l’iscrizione al prossimo campionato.
Vito Leccese, sindaco del capoluogo pugliese, ha chiamato a raccolta il presidente Luigi De Laurentiis per chiarire programmazione ed obiettivi, ai fini della firma della concessione quinquennale dello stadio San Nicola. A cinque giorni dall’invio della PEC, però, non è ancora giunta alcuna risposta al sindaco di Bari. Tutto lascia presagire che siano in corso riflessioni interne su chi dovrà ricoprire il ruolo dirigenziale della SSC Bari a partire dal prossimo campionato.
Luigi De Laurentiis ha perso molti consensi e parte della propria credibilità; secondo le indiscrezioni raccolte dalla redazione di Passione Bari Radio Selene, sarebbe al vaglio la possibilità di affidare le redini della società a un altro profilo tecnico, un nuovo amministratore delegato o un direttore generale chiamato a raddrizzare la rotta di una barca mezza affondata. La sottoscrizione della concessione sarebbe comunque propedeutica all’iscrizione del Bari al prossimo campionato di Serie C. Tutto tace attorno al Bari, ma il silenzio non potrà durare ancora a lungo, considerate le imminenti scadenze da rispettare, se l’intenzione della Filmauro è quella di continuare a guidare la squadra pugliese. (ph. T. Lapedota)
Tess Lapedota
Pubblicato il 27 Maggio 2026



