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Bari capitale finanziaria tra luci, marciapiedi rotti e ombre

 

<>, sbottano i consiglieri di Minoranza al Comune di Bari. Che ieri mattina hanno consegnato al Sindaco una “formale nota di protesta”, nella quale hanno sottolineato che –almeno fino a ieri mattina – neppure la bandiera della Città di Bari era esposta sul palazzo comunale (dove invece sventola quella della croce rossa…), a riprova dell’inadeguatezza assoluta di chi amministra la Città! Avevamo chiesto (da mesi) in tutti i modi al Sindaco e alla Giunta di far fare alla Città la miglior figura possibile in occasione di questo importantissimo vertice internazionale, prendiamo atto che il Sindaco è incapace o non ha neppure contezza della rilevanza dell’evento. In entrambi i casi, sarebbe il caso trarne le conclusioni. Insomma, poco o nulla da salvare per i consiglieri comunali Giuseppe Carrieri, Filippo Melchiorre, Pasquale Finocchio, Michele Picaro e Fabio Romito. Ma sono in tanti i baresi a dir poco arrabbiati per il centro città senza auto, le zone rosse, le scuole chiuse e i troppi disagi nei quartieri dell’area interessata al G7 di Bari. Tutto deciso da una ventina di giorni dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha discusso, totalmente sulla testa dei cittadini, il piano traffico in città per i giorni del G7 delle Finanze in corso di svolgimento fino al 13 maggio prossimo. Per ragioni di sicurezza già dall’altro ieri e, appunto, fino a tutta la giornata di sabato, è stata decisa la chiusura al traffico di buona parte del centro cittadino, in particolare la città vecchia e il quartiere murattiano e, per limitare i disagi che venutisi a determinare, è stata anche decisa la chiusura degli asili e delle scuole che ricadono nel quadrilatero racchiuso tra la ferrovia, il lungomare, via Brigata Bari e il ponte di via Di Vagno. Anche Luigi Cipriani, segretario del movimento “Riprendiamoci il Futuro”, ritiene inopportuna la scelta di svolgere il G-7 nel cuore della nostra città, con quelle barriere, in cemento, anti/Tir. <>, si chiede Cipriani. Adirato pure lui per una scelta inopportuna. Al contrario il G/7 per lui si poteva svolgere in zona sicura in un sito come ad esempio all’interno di Caste del Monte, tra l’altro in un contesto storico culturale con intuibili garanzie di sicurezza derivante dalla posizione geografica del medesimo castello. Dunque, che ne sarà della nostra città quando tutto sarà finito? Ma, ad onta delle critiche dei consiglieri di opposizione al Comune, la Bari della vigilia del G7 dell’economia e delle finanze non è tutta a colori grigi: il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, – a margine di un incontro con gli studenti del liceo ‘Orazio Flacco’ – ha spiegato che la scelta di questa città non è “assolutamente” casuale: “Bari – ha detto – è una bellissima città ma è anche un esempio delle qualità e delle situazioni di eccellenza che si trovano nel Mezzogiorno”. “Quindi – ha aggiunto – è un modo per far conoscere ai colleghi del G7 un altro aspetto dell’Italia che forse è poco noto”. Quanto alle aspettative del ministro da questo summit, Padoan ha spiegato che sono “quelle di condividere esperienze su temi molto importanti, a cominciare dalla crescita inclusiva che l’Italia mette al primo posto nell’agenda. Ma anche la cyber security, la sicurezza cibernetica che di questi tempi è diventata di attualità; oltre che temi di cooperazione sulla tassazione internazionale”. Chissà se si riferiva anche alle centinaia di occhi elettronici che da ieri terranno sotto controllo tutti i movimenti dei baresi per strada, nella capitale finanziaria del Mezzogiorno. Almeno fino a dopodomani…

 

Antonio De Luigi

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