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Bari continua a dimostrare il tuo valore senza fermati

Ora ho mai più. E’ questa la sensazione che sta nascendo intorno al Bari.Sabato in occasione della sfida contro il Vicenza, i terribili ragazzi hanno mostrato ancora una volta carattere e determinazione.Dopo il vantaggio al cinquantesimo del secondo tempo, con il solito Bellomo, candidato a diventare uno dei leader indiscussi di questo gruppo, i biancorossi hanno saputo gestire le situazione soffrendo non poco negli ultimi venti minuti finali, complici qualche concessione di troppo e la costanza dei vicentini nel trovare il pareggio agli sgoccioli.La vittoria comunque è stata meritata, il Bari ha a gestito la partita per un’ora. Torrente si è detto soddisfatto della prestazione dei suoi, ma pretendeva il raddoppio, per evitare un’inutile sofferenza finale.Vuole che la sua squadra in questi casi sia più concreta e forse meno leziosa e bella. Il mister ha evidenziato la buona prestazione di Bellomo, capace di ricoprire il ruolo di trequartista nel primo tempo, con possibilità di spaziare di più e di mediano nel secondo, con l’uscita di Romizi a causa di una botta alla caviglia. Si è detto contento di come ha giocato Defendi capace di sostenere le avanzate di Gavazzi, il quale si è comportato molto bene sia in fase offensiva che quella di copertura. La difesa è apparsa più attenta e sicura delle ultime uscite. Secondo il tecnico ex Gubbio, Romizi e Filkor possono giocare insieme dando maggior compattezza a centrocampo, permettendo al numero dieci baresi di agire più avanti sfruttando tutte le sue qualità offensive ed innescando le ripartenze degli attaccanti.Questa è una compagine è sempre in cerca del risultato che la possa proiettare più in alto possibile, con il rischio, vedi Verona, di concedere qualcosa di troppo all’avversario.L’unica nota stonata, ed anche Torrente lo ha detto, è stato il terreno molto sabbioso e scivoloso, in grado di creare qualche problema di natura muscolare ai giocatori in campo.Guardando la situazione in linea generale, se non ci fosse stato quel pesante fardello del meno sette il Bari sarebbe stato al secondo o terzo posto. Anche se il mister non vuole vedere la classifica, e ne vuole riparlare a fine del girone d’andata, c’è nell’aria l’idea che quest’anno sia la volta buona per tornare nella massima serie, con la sensazione che se non si sfrutti la scia delle giuste alchimie ed incastri economici e sportivi trovati fino ad ora, ci può essere il rischio di incappare in un futuro pieno di incertezze. Perché dico questo? Semplicemente la serie A garantirebbe un’entrata necessaria ad estinguere tutti i debiti accumulati in questi anni e ridarebbe lustro ad una città che merita palcoscenici più grandi; magari rinforzando l’organico in un modo adeguato durante il mercato invernale come accadde l’anno della promozione di Conte, il Bari potrebbe essere davvero la scheggia impazzita di questo campionato. I ragazzi lo sanno e non hanno paura di affrontare nessuno, la risalita rappresenta una vetrina per mettersi in mostra ed il giusto salto di qualità che consacrerebbe molti di loro.I problemi però sono due: uno tecnico, ho il timore che senza un’adeguata campagna acquisti a Gennaio, ma basterebbero semplicemente due-tre rinforzi, tutta la rosa ne risenta sul piano fisico, non avendo i giusti cambi a disposizione. La B è un campionato lungo ed estenuante, e la mancanza di ricambi rischia di pesare sui risultati al giro di boa.Il secondo punto è che qualcuno al vertice “ordini” ai propri tesserati di non giocare più a livelli alti, in quanto vista il  distaccamento e nei confronti della società non sarebbero motivati ad investire sul galletto per riportarlo ai fasti di un tempo. Non capisco come la famiglia Matarrese non sia entusiasta all’idea di aver costruito una squadra con pochi euro, trovandosi un bolide da competizione tra le mani che potrebbe riportargli in cassa introiti televisivi e radiofonici capaci di cancellare una volta per tutte ogni problema economico. Se hanno voglia di “mollare” quale occasione più ghiotta di questa?! Un Bari con dei conti dei conti a posto, con uno stadio del genere, una tifoseria sempre viva e calda, ed una rosa competitiva potrebbe attirare l’attenzione di nuovi investitori.Nessuno si immaginava ad inizio stagione di riuscir a chiudere la campagna abbonamenti con oltre seimila tessere vendute e sabato ultimo giorno utile per abbonarsi sono state vendute ben cento cinquanta abbonamenti nel giro di poche ore. Qualcuno ha capito che le cose stanno tornando a girare e del potenziale che si trova tra le mani? Con la speranza che lo veda una figura esterna o che torni in auge l’attuale proprietà, ci auguriamo che l’AS Bari possa continuare a darci soddisfazioni diventando il simbolo di come i giovani possano dire la loro nel calcio italiano.

Davide Annicchiarico

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