“Bari deve ancora rigenerarsi”: “…quando Nietzsche e Marx si davano la mano”
Domani all'Hotel Excelsior di Bari la presentazione dell'ultimo libro di Marco Rizzo col movimento 'Indipendenza'

La parola al coordinatore Paolo Scagliarini, che domani mattina sarà seduto allo stesso tavolo del politico di lungo corso di ‘Democrazia Sovrana Popolare’ a parlare degli orizzonti vecchi e nuovi del nostro Paese
Il movimento politico “Indipendenza” presenta l’ultimo libro di Marco Rizzo, “Una Biografia di Periferia”: l’evento domani mattina, sala convegni dell’Hotel Excelsior: a Bari s’incrociano destra e sinistra in un incontro tutto da pregustare. Ne parliamo con Paolo Scagliarini, coordinatore del movimento ‘Indipendenza’.
Allora, avvocato, come spiegare ai suoi sostenitori di stare al medesimo tavolo d’un ‘veterocomunista’?”
<<Vede, vengo dalla scuola di Giorgio Almirante, uno che non ha mai venduto la coerenza e che sapeva parlare al popolo. E lui diceva che la Destra è ‘sociale’ o non è e noi torniamo per le strade della nostra Italia. Con Rizzo non condividiamo certo la storia, ma un presente di resistenza contro chi vuole trasformare l’Italia in una colonia. Insomma, è atto d’onestà intellettuale: meglio un patriota sincero che viene da sinistra, che un finto alleato di destra che firma direttive UE per distruggere la nostra agricoltura, o il nostro commercio>>
Indipendenza è confluita nel progetto/Vannacci: come cambierà il vostro movimento? C’è il rischio che il tema ‘indipendenza’ venga oscurato dall’ultimo arrivato di destra?
<<A dire il vero la confluenza è qualcosa di dinamico ed è, comunque, ancora ‘in itinere’; certo, avremmo preferito che l’assemblea costituente di Futuro Nazionale fosse convocata una settimana dopo, consentendo al nostro segretario Alemanno di partecipare all’atto fondativo sin dalle prime battute. Poi, cosa non secondaria, avremmo gradito leggere un programma, un’idea sulla quale esprimere condivisione. Indipendenza in Puglia preferisce, quindi, rimanere alla finestra, aspettando di leggere qualcosa di ufficiale, su questo movimento. La cosa non è di poco conto poiché se una comunità politica fa riferimento a un documento, sia pure di intenti, potrà giudicare l’operato dei propri rappresentanti rispetto a impegni e principi; se, al contrario, il riferimento del movimento è una persona, a questa non gli si potrà contestare mai nulla, poiché il riferimento è essa stessa: è il motivo per il quale Alemanno non ha voluto il proprio nome nel logo del partito>>.
“Il centrodestra tradizionale e il centrosinistra più radicale sono spesso accusati d’essere facce della stessa medaglia gestionale: come rompere questo dualismo?
<<Oggi a Bari viviamo quella che definirei l’era del “partito unico della gestione”. La sinistra da oltre vent’anni gestisce ininterrottamente la cosa pubblica. L’opposizione, con poche eccezioni, si scatena sui social, ma poi nei palazzi è capitato che voti le stesse delibere che favoriscono multinazionali, svendono il territorio, deturpano l’ambiente e ignorano le periferie. Anche Pinuccio Tatarella invitava a costruire alternative, non semplici opposizioni; eppure oggi nel panorama politico cittadino manca un’alternativa autorevole, affidabile. Ritengo necessario rompere il monopolio che soffoca la nostra comunità offrendo una “Alternativa” di sistema che metta al centro l’interesse di Bari e dell’Italia, e non l’agenda di Bruxelles o dei potentati locali, criminali e non. Noi di Indipendenza restiamo fermi sulla difesa della sovranità e del sociale e ai baresi diciamo: “Non dovete più scegliere il meno peggio”. Guardi, il monopolio consociativo si rompe solo uscendo dai salotti e tornando nelle strade, tra commercianti soffocati dalle tasse e famiglie che soffrono e il nostro dialogo con figure come Rizzo e tanti altri serve proprio a creare un fronte della sovranità sociale e nazionale che aggreghi. Insomma, non vogliamo aggiungere una sedia al tavolo del potere barese, ma cambiare il tavolo>>
Dopo le turbolenze giudiziarie su Bari, qual è la ricetta di Indipendenza per ridare dignità alle istituzioni locali?
<<La nostra richiesta di valutare il commissariamento del Comune prima delle ultime amministrative non è stata un “capriccio” o un atto di sciacallaggio politico, ma una scelta di responsabilità verso la città, ispirata da quella rettitudine che proprio Almirante ha sempre preteso, da chiunque servisse lo Stato. Quando ombre del condizionamento mafioso entrano nelle stanze comunali e nelle aziende partecipate, la politica ha il dovere di fare un passo di lato, permettendo alle istituzioni di rigenerarsi. Insomma, chiedere l’intervento dello Stato non significa essere “nemici della città” – come qualcuno ha voluto far credere per difendere posizioni di potere – ma vuol dire, al contrario, essere i suoi primi difensori. La dignità della ‘Politica’ si recupera senza aspettare pubblici ministeri e sentenze, ma agendo prima che il dubbio diventi certezza, affrontando la realtà dei fatti. Il commissariamento doveva essere punto di partenza per una nuova stagione, per isolare chi usa le istituzioni come ‘bancomat elettorale’. E se i due poli tradizionali si sono scambiati accuse, senza proporre una reale bonifica, noi abbiamo indicato l’unica strada che poteva restituire ai baresi un’amministrazione – …citando ancora Pinuccio Tatarella – “espressione migliore e più pulita della comunità”>>
Francesco De Martino
Pubblicato il 15 Maggio 2026



