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Bari e il chiasso, patto di sangue

 

Tipico delle grandi città, l’inquinamento acustico non risparmia Bari. Il traffico, malgrado l’escalation della verde, resta il primo imputato. Al danno di mezzi rombanti e incolonnati ai semafori si aggiunge quello del clacson facile e che usiamo in modo ‘spiegato’ anche quando basterebbe un colpetto leggero per sollecitare l’automobilista che indugia al semaforo o per salutare un amico. Nel chiasso si distinguono i mezzi dell’Amtab i quali al ruggito del motore aggiungono i tonfi prodotti da ammortizzatori scarichi e i cigolii di elementi dissaldati della scocca. A bordo degli stessi mezzi l’utenza non migliora le cose avendo l’abitudine (tutta nostrana) di dialogare a voce inutilmente alta. Lo stesso mal vezzo che si riscontra nelle conversazioni da marciapiede, da finestra a finestra o, se il citofono non funziona, da portone a balcone (ma quale privacy). E ancora per strada si sbraita per telefono persino se c’è da concordare l’appuntamento per la partitella al calcetto o il sugo della pasta ; e se poi c’è di mezzo un valido motivo per arrabbiarsi… Bazzeccole, comunque, confrontandole col frastuono da autoradio. Non sapendo come vincere il senso d’anonimato, certi frustrati spendono cifre per montare a bordo dei propri mezzi impianti hi-fi da concerto ; anche in pieno inverno viaggiano a finestrini abbassati pur d’infliggere al prossimo suoni da stabilimento industriale spacciati per musica. Quella della radio a tutto volume è piaga pure condominiale ; peccato che a queste condizioni sia più facile ascoltare neo melodica partenopea che barocco. E per fortuna è finita la bolgia di via Montegrappa. Ugualmente, al mercato dell’ex Manifattura qualche commerciante pare prendere diletto nel richiamare ancora all’uso antico i pochi clienti che si aggirano tra corridoi desolati. Uno stress per le corde vocali improduttivo dal momento che la gente è senza soldi, oltre che stufa di spendere inutilmente o di comprare oltre il necessario. Per stimolare la domanda bisogna urlare di più. Ed ecco presentarsi l’arrotino a bordo di un auto sul cui tetto un altoparlante gracchia che è arrivato il factotum, l’uomo che ti aggiusta pure il fornello, l’ombrello… E per le vie corrono ululanti ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine ; in una città silenziosa o ragionevolmente rumorosa non sarebbero necessarie sirene da allarme antiaereo. E poi ci sono gli artigiani, gli operai al lavoro : un coro di trapani, martelli, picconi, fresatrici. E’ chiasso persino nelle aule, nei corridoi di scuole dove alunni incontrollabili (e intoccabili) hanno facilmente la meglio su docenti intimiditi e deprivati di carisma… Diciamo allora grazie ai nostri impagabili governanti che tagliando molte corse ferroviarie hanno abbattuto di molto il piccolo contributo che anche i treni davano sul fronte del rumore urbano.

Italo Interesse

 

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