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Bari e Torrente: si decide lunedì

Un week-end infuocato. Non solo dal punto di vista meteorologico. Vincenzo Torrente dovrà decidere del proprio futuro, di quello del Bari, e potrà farlo su informazioni certe. Ieri pomeriggio le parti si sono finalmente incontrate. Angelozzi è tornato in sede, Garzelli ha convocato Torrente e ci si è seduti attorno a un tavolo. Finalmente. In fondo, non è mai troppo tardi.

L’incontro è durato poco più di un’ora. Garzelli e Angelozzi hanno illustrato all’allenatore dei galletti il programma relativo alla prossima stagione agonistica. Un programma tecnico ed economico. Come preannunciato nei giorni scorsi, il manifesto è scarno, svuotato di danari e sostanzialmente privo di qualsiasi ambizione. Tuttavia, chiaro e definito. Torrente lo ha letto tutto con la massima attenzione. Il tecnico ha storto il naso alla voce riguardante la netta riduzione degli stipendi dello staff, s’è grattato il capo arrivato al capitolo monte-ingaggi dei giocatori, ha sgranato gli occhi nel momento in cui ha appreso che la società venderà tutto il vendibile, ma non ha abbandonato la stanza gridando allo scandalo. Inaspettatamente, ha preso tempo. Ha comunicato alla comitiva l’intenzione di volerci pensare un attimo, quarantotto ore. Sempre loro. Così l’appuntamento è stato fissato nel pomeriggio di lunedì. In quella occasione ci sarà il fatidico “dentro o fuori”. Il ridimensionamento è ormai un dato acclamato, resta da capire se Torrente ne vorrà fare parte o preferirà cercare casa altrove, magari con qualche aspirazione in più, qualche soldino in più ed una normalità che da queste parti resterà lontana chimera. La prima scelta del tecnico di Cetara è sempre stata Bari. Una città in cui lui e la sua famiglia si sono trovati bene, hanno passato mesi positivi e che in teoria non avrebbero mai voluto lasciare. Possibile anche che Torrente approfitti del fine settimana per guardarsi attorno e verificare le varie alternative alla proposta formalizzata dal club di Strada Torrebella. Non sarebbe sbagliato, né condannabile. Bari non è più un’isola felice. Soprattutto, non è più un’isola ricca e non ha più in dote la volontà di vincere per tornare tra le grandi del calcio italiano. Sarà così fino a quando non verrà qualche imprenditore con i soldi a comprare baracca, burattini e giocatori di qualità. Per adesso non s’è visto ancora nessuno e se l’allenatore dovesse decidere di andar via, nessuno potrà biasimarlo. Uno spiraglio ieri s’è aperto. Il futuro del Bari potrebbe ancora coincidere con quello di Torrente. In ogni caso, purtroppo, cambierà poco.

Tiziano Tridente

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