Cultura e Spettacoli

Bari, i forzieri sotto in piedi

Avantieri in viale Unità d’Italia, per caso (un’auto sprofondata per cedimento del pavimento stradale) è venuta alla luce una cisterna quadrata di un due metri per lato e affatto profonda. A giudicare dai materiali adoperati per costruire la lastra di copertura, quella struttura dovrebbe risalire agli anni cinquanta. Un pozzo nero? In questo caso lo scavo sarebbe stato ben più profondo. Inoltre il fondo della vasca si presentava ‘foderato’ a chianche, ovvero ciò che avrebbe impedito al liquame di perdersi nel sottosuolo. Quella doveva essere una cisterna d’acqua piovana, segno evidente che sino a dopo l’ultima guerra lì si abbeveravano greggi e tutto intorno si stendevano orti, agricoltori attendevano alle cure di uliveti ed estensioni di mandorli ; muri a secco costeggiavano viottoli e carrarecce che serpeggiando per i campi raggiungevano fabbricati rustici… Mette malinconia immaginare tutt’altro e ben più affascinante scenario cui ora s’è sovrapposta la banalità dell’asfalto e del cemento. Sotto i nostri piedi dorme un’altra Bari, dimenticata e in parte ignota. Verso la fine del 2012 in via Tanzi, nel corso di lavori di scavo, venne scoperto un rifugio antiaereo. Anche oltrepassando la periferia del capoluogo le vestigia del passato sono pronte a svelarsi. A ridestarle basta l’ennesima ruspa. A proposito di ruspe, all’inizio di questa settimana i lavori di raddoppio della tratta ferroviaria Bari-Taranto si sono interrotti nel tratto sotterraneo dinanzi ad una costruzione rupestre (nella stessa circostanza è stata scoperta anche una grotta carsica). Quello sotterraneo è un aspetto di Bari tutto da valorizzare. Si è appena cominciato con visite guidate delle aree archeologiche racchiuse nei sotterranei di alcuni edifici monumentali del borgo antico. Queste aree possono essere raggiunte percorrendo un itinerario ai più sconosciuto e che, partendo dal Castello, raggiunge l’area archeologica della chiesa di Sant’Apollinare, poi attraversa il succorpo della Cattedrale, prosegue  verso Piazzetta Bisanzio e Rainaldo e si conclude tra i resti della città bizantina sottostanti Palazzo Simi. Quale la funzione di questo cunicolo (da sconsigliare ad asmatici e claustrofobici)? Prettamente difensiva. In caso d’emergenza, attraverso questo passaggio riservato gli alti rappresentanti del clero e della nobiltà potevano attraversare indisturbati la città e trovare rifugio nel maniero normanno-svevo. Nella storia di Bari, però, non si parla affatto di questo cunicolo. Possibile che non sia mai stato utilizzato? Eppure Bari di momenti caldi ne ha vissuti. Esistono altri passaggi di questo genere, altre aree archeologiche, sepolture dell’era romana? Migliaia di persone si spostano quotidianamente per Bari ignorando di passare sopra ricchezze sepolte.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 1 Marzo 2014

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