Cronaca

Bari prima città metropolitana “amica dell’autismo”

Protocollo tra Comune e ASL per inclusione e servizi dedicati

Con il progetto “Bari Città Amica dell’Autismo”, il capoluogo pugliese diventa la prima città metropolitana italiana a proclamarsi formalmente “amica dell’autismo”. Nel corso della presentazione, il sindaco Vito Leccese e il direttore generale della ASL Bari Luigi Fruscio hanno sottoscritto il protocollo d’intesa che avvia un percorso strutturato per costruire una comunità più inclusiva, consapevole ed empatica nei confronti delle persone nello spettro autistico e delle loro famiglie.

Il progetto punta alla creazione di una rete stabile di luoghi, servizi, operatori e cittadini formati, in grado di riconoscere i bisogni delle persone autistiche e contribuire alla rimozione delle barriere ambientali, relazionali e culturali. Tra i riferimenti normativi richiamati figurano la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, la legge 104/1992, il decreto legislativo 62/2024 e l’approccio bio-psico-sociale alla disabilità.

A illustrare l’iniziativa sono intervenuti Angela Perna, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune, il consigliere delegato Vito Antonio Spadavecchia, il Garante regionale Antonio Giampietro e i medici specialisti Giustina Giannella e Cesare Porcelli.

Il programma prevede attività di formazione e sensibilizzazione rivolte a diversi ambiti della vita cittadina: esercizi commerciali, strutture culturali e turistiche, servizi sanitari, scuole, comunità educative, operatori del tempo libero, forze dell’ordine, Vigili del Fuoco e uffici pubblici. La formazione sarà curata dalla U.O.S.V.D. NPIA Area Centrale e Autismo della ASL Bari, con coordinamento metodologico e supervisione scientifica. I percorsi saranno differenziati per destinatari e orientati a fornire strumenti pratici per la comunicazione, la gestione dello stress, la de-escalation e l’adattamento degli ambienti.

“Non è un punto di arrivo ma un primo passo concreto per rendere la città più accessibile, eliminando non solo ostacoli fisici ma soprattutto relazionali – ha dichiarato Leccese –. Parliamo di diritti: quando non sono garantiti per tutti diventano privilegi per pochi. Con questo protocollo costruiamo una rete capace di accogliere davvero ogni persona, partendo dalla formazione dei dipendenti pubblici. La sfida ora è trasformare le parole in azioni concrete, perché nessuno si senta escluso”.

 


Pubblicato il 29 Aprile 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio