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Bari si tinge di rosa e corre unita contro il tumore al seno

All’emozione della partenza della Race for the Cure, la mini maratona benefica organizzata dalla Susan G. Komen Italia  per la prevenzione del tumore del seno, non si fa mai l’abitudine, e anche quest’anno  il  colpo che ha dato il via  alla maratona di cinque chilometri ed alla passeggiata di due chilometri intorno alla muraglia , è stato l’inizio di una grande festa  nella quale la partecipazione e l’impegno scientifico e sociale hanno il sapore dell’inno alla vita. Circa 17 mila iscrizioni e quasi sedicimila partecipanti effettivi alla grande manifestazione hanno confermato la grande importanza di questo evento, curato per la nostra regione dal prof. Lattanzio, senologo e presidente della sezione regionale della Susan Komen, e dal suo infaticabile staff, per la cui riuscita si è mobilitata da almeno un paio di mesi  l’intera città attraverso l’istituzione di postazioni per la vendita dei biglietti di iscrizione alla competizione. La Race, però, non è solo una manifestazione a scopo benefico per la raccolta di fondi utili alla ricerca o al reperimento di mezzi di prevenzione, ma un vero e proprio presidio per la salute e l’informazione delle donne che nel Villaggio della Salute allestito in piazza Prefettura prima, e poi nel Teatro Team di Japigia hanno avuto anche la possibilità  di sottoporsi, per gruppi selezionati secondo particolari criteri, a centinaia di visite senologiche, mammografie ed ecografie.La cronaca sportiva del 28 maggio richiede la citazione ed il plauso per i vincitori della mini maratona, conclusa sotto i quindici minuti dal trionfatore assoluto Drame Frusseni, seguito da Vito Sardella e da Michele Vino. Sul podio femminile , invece, sono salite Cristina Viola, Mariangela Ceglie e Pina Fornarelli, mentre i primi tre posti per le donne in rosa se li sono aggiudicati Carla Totorizzo, Assunta Zonno e Rosalia Colabufo. Sul posto più alto del podio ideale, invece, ci mettiamo tutte le donne in rosa , già operate per tumore del seno, che, numerosissime,giovani e meno giovani, alcune giovanissime, hanno acceso le strade con la loro forza e la loro gioia di vivere dopo il buio della malattia, mostrando a tutte che,oggi, guarire si può.

 

Piero Ferrarese

 

 

 

 

 

 

 

 


Pubblicato il 30 Maggio 2017

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