Bari tra mancanza di concentrazione ed errori individuali
La situazione dei biancorossi percepita oltre i confini cittadini: Cannito augura la retrocessione al club dei De Laurentiis

Bari vicino al baratro. Sabato contro il Venezia sono venuti fuori tutti i limiti caratteriali e tecnici di una squadra non ancora pienamente incanalata verso il percorso salvezza. Gli errori individuali hanno penalizzato un gruppo fragile ed incapace di reagire agli episodi, contro una capolista che non ha faticato per portare a casa i tre punti. Moreno Longo, per via delle defezioni di Esteves e Dorval, ha impiagato un 3-5-2, che all’occorrenza è diventato un 3-4-2-1, a seconda della posizione di Traorè con: Cerofolini nuovamente in porta; il classico terzetto difensivo Cistana, Odenthal e Mantovani; Piscopo e Manè come quinti; a centrocampo Braunoder, in alternativa al diffidato Artioli, e Maggiore; sulla trequarti Rao e Traorè a supporto di Moncini. Pronti a subentrare dalla panchina: al 45’ Stabile al posto di Cistana, al 65’ De Pieri per Traorè e Pagano per Maggiore, al 66’ Gytkajer per Maggiore e al 71’ Çuni per Rao. I cambi, purtroppo, non hanno inciso sull’andamento di una partita iniziata in sordina da parte dei lagunari, e progredita verso un climax ascendente.
Al 19’, Haps da posizione ravvicinata, dopo una mancata trattenuta di Cerofolini, ha centrato la porta e spianato la strada ai compagni. Al 46’ lo stesso attaccante ha raddoppiato, libero di muoversi in area, dopo essersi smarcato da Cistana ed Odenthal.
Due sole occasioni per il Bari a referto nel primo tempo: Rao ha messo al centro per Moncini, che ha mancato l’aggancio, e un tentativo in solitaria di Braunoder, che ha scartato 4 avversari lungo la propria strada, svanito dall’ultimo affondo dello stesso numero 11. Le squadre sono tornate negli spogliatoi sul 2-0 per gli ospiti, ma nessuna reazione per il Bari nel secondo tempo. Anzi, non ha tardato ad arrivare anche il gol che ha chiuso definitivamente i giochi: Adorante, servito sfortunatamente da Odenthal, ha gonfiato la rete e messo a referto la vittoria del Venezia al San Nicola. La partita, da quel momento in poi, non ha dato cenni di potersi risolvere diversamente; la sconfitta per i biancorossi sembrava già assegnata.
Un’arrendevolezza quella del Bari che né i tifosi, né gli addetti ai lavori si sarebbero aspettati in un momento così drammatico dal punto di vista sportivo. Sul piano della classifica, la sconfitta con i lagunari non ha modificato di molto il posizionamento dei galletti, anche in virtù dei risultati delle dirette concorrenti nel 35º turno di campionato. Il Bari resta al 17º posto con 34 punti. Allo stato attuale, disputerebbe ancora i playout con l’Entella, reduce dal pareggio per 1-1 con l’Empoli. Le tre retrocesse automaticamente sarebbero: il Pescara, che ha pareggiato per 2-2 contro la Carrarese, lo Spezia, che ha vinto 6-1 con il Südtirol, e la Reggiana, che ha perso per 1-0 contro il Padova, tutte e tre a 33 punti. Di conseguenza, per il Bari la retrocessione diretta è a 1 punto, mentre la salvezza a 3. Le distanze continuano ad accorciarsi e la lotta sia al vertice che nelle retrovie continua ad essere accesissima, a meno tre gare dalla fine della stagione.
I biancorossi necessitano di concentrazione per affrontare il rush finale, questo è uno dei punti su cui si è soffermato Moreno Longo nel post partita contro il Venezia: “Se dovessi analizzare la prestazione collettiva, c’è stato un buon approccio, un buon atteggiamento, ma quando lo condisci con errori individuali che non devono capitare in una partita così importante, contro una squadra di questo valore come il Venezia, si fa fatica a dare una spiegazione logica. Andiamo via con un risultato pesante che diventa meritato. La squadra stava collettivamente facendo quello che doveva fare.
Il Venezia ha il 70% di possesso palla contro tutti gli avversari; avremmo dovevamo fare una partita difensivamente attenta, sfruttare le occasioni create, essere perfetti, ma questo non ci è riuscito. Sul 3-0 il Venezia ha addormentato la partita. Se commettiamo queste ingenuità diventa impossibile stare dentro le partite. Prendere il 2-0 a 30 secondi dalla fine del primo tempo è dura da mandare giù, così come a Monza abbiamo preso, nei primi 4-5 minuti della ripresa, un gol evitabile. Sono momenti topici dove devi aumentare la concentrazione. Saremmo dovuti restare dentro la partita, sperando nell’ultimo quarto d’ora/venti minuti di poterla forzare e cercare una rimonta. Ma quando prendi il 3-0 in quel modo, la partita è finita.
Contro giocatori come quelli del Venezia, se ti fai attaccare in campo aperto, sono più veloci e ti saltano, tu ti allunghi di più e sembra che non ci impegniamo. Per le prossime partite mi aggrappo al fatto che venivamo da una vittoria importante con il Modena e abbiamo perso contro due grandi squadre, la prima e la seconda in classifica. Dobbiamo avere la forza di perseverare, cercando di ripetere quelle buone prestazioni che abbiamo fatto in passato. Questa squadra può farcela quando fa delle cose buone. Dobbiamo cercare di fare quanti più punti possibili. La scelta di Braunoder al posto di Artioli è stata una scelta tecnica; sono contento per il ragazzo che ha fatto una grande partita. Mentre il cambio di Cistana è stato dovuto a problemi fisici. Speriamo di recuperare quanti più giocatori possibili per la prossima gara”.
Intanto, i biancorossi hanno ripreso immediatamente da domenica ad allenarsi in vista della terzultima gara di campionato, prevista per venerdì 24 aprile alle ore 21 contro l’Avellino presso lo Stadio Partenio. Alcuni elementi della rosa hanno svolto lavoro dedicato; regolarmente in gruppo Raffaele Pucino e Matthias Verreth dopo la sindrome influenzale dei giorni scorsi. Per quest’oggi è in programma una seduta di allenamento mattutina, per trasferirsi nel pomeriggio verso il ritiro, dove la squadra sosterà fino alla gara in Irpinia.
La situazione compromessa del Bari è stata protagonista, nella giornata di domenica, anche delle parole del sindaco d Barletta, Cosimo Cannito. A margine della vittoria del campionato di Serie D del Barletta Calcio, il primo cittadino della città, ritornata tra i professionisti dopo 11 anni, ha esternato una propria aspirazione che ha destato non poche polemiche nel territorio barese:
“É una vittoria di tutta la città, l’anno prossimo avremo squadre come Catania, Foggia, Salernitana, spero anche Bari, non me ne voglia il sindaco Leccese, ma è una mia aspirazione. Da barlettano mi auguro che scendano dal paradiso da cui sono stati proiettati da altri rispetto alla nostra semplice comunità”. Nella giornata di ieri è arrivata una rettifica da parte del sindaco Cannito: “Citare il Bari, in un clima esclusivamente goliardico, non era un augurio di sventura, ma il desiderio, da sindaco, di vedere la propria città protagonista di derby epici”. Si attende una presa di posizione da parte del primo cittadino del capoluogo pugliese nelle prossime ore. (ph. SSC Bari)
Tess Lapedota
Pubblicato il 21 Aprile 2026



