Cultura e Spettacoli

Barine veniva da Bari?

Nell’ottava sezione del secondo libro delle Odi, Orazio parla di Barine, una donna probabilmente assai giovane e senza dubbio bellissima : “…più splendida ti fai e passi per la via / sospiro di tutti i giovani”. Presenta però un grave difetto : la vocazione a giurare il falso con un’impudenza che lascia senza parole, ‘qualità’ che le consente di accalappiare tutti i maschi che vuole per poi lasciarli con un palmo di naso : “… i giovani accrescono la folla dei tuoi schiavi / i quali giurano di lasciarti, o spergiura / e poi ritornano sui propri passi”. Una femme fatale, insomma : “Temono te le madri per i figli / i vecchi sobri e le tenere spose (meschine!) / che il tuo soffio seducente tardi i mariti”. Chi era questa Barine? Armando Perotti, uno dei maggiori letterati della storia di Bari, affermava che Barine era oriunda della nostra città. Vediamo di capire. Se ‘Barine’ è corruzione di ‘bariensis’, si può pensare ad un soprannome : ‘la barese’. Era una patrizia? Se una donna fu così nota a Roma da diventare oggetto di un’ode di Orazio senza che ne sia stato tramandato il nome, è segno che quest’ultimo contava poco. Barine, dunque, era una donna del popolo, ma per poter giocare all’acchiappa-maschi  non doveva essere a corto di mezzi. Quale la fonte della fortuna di Barine? Era la giovanissima vedova di un facoltoso commerciante a seguito del quale era venuta da Bari? E, ancora, poteva essere una schiava venuta al seguito di un patrizio che l’aveva acquistata sul ‘mercato’ di Bari. Chissà, una volta a Roma, per gratitudine (o per esserne diventata l’amante) il padrone l’aveva resa libera, cosa che avveniva con un negozio solenne e formale in presenza di un magistrato. E chissà, ancora, che alla morte dell’ex padrone, la fresca ‘liberta’ non si fosse  ritrovata in possesso di un bel gruzzolo… In ogni caso Barine era una donna libera. E una donna libera e facoltosa può scegliere di spassarsela, di farsi mantenere… o di fare la vita per il puro piacere del sesso. Nessuno può dire che aspetto avesse Barine. Edward Poynter John un pittore inglese vissuto tra il 1836 ha provato a immaginarla nel ritratto ad olio che qui si vede. Poynter John propende per comodità per il prototipo della giovane patrizia, quando invece Barine era più facilmente di sangue misto o esotico, una povera bimba rubata in qualche remota periferia dell’impero e poi cresciuta a Bari. Ciò che colpisce in questo ritratto, oltre la raffinatezza dei tratti (quale magnifico profilo e quali belle mani), è l’egemonia del rosso. Rossa la tunica, rosse le rose che ornano la chioma di Barine… Un riferimento alla sua lussuria? Ancora più curioso è che la donna sia ferma nell’atto di stracciare uno scritto (e pazienza se la carta ancora non esisteva ai tempi di Roma). Cosa sta strappando Barine, un giuramento d’amore, l’ennesimo?…

Italo Interesse

 


Pubblicato il 24 Gennaio 2017

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