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Basso Adriatico, mare di congiunzione

C’è stato un tempo – erano i primi anni sessanta – in cui missili convenzionali albanesi a breve gittata (gli unici di cui l’Albania di Enver Hohxa disponeva) erano brandeggiati ad ovest, in direzione della Puglia. Nella voce di propaganda del Partito era quella la “risposta alla minaccia capitalista”, ovvero all’installazione sulla Murgia di postazioni di lancio di missili statunitensi a testata nucleare (i micidiali Jupiter). In realtà quegli strumenti di morte a stelle e strisce non guardavano al paese delle aquile, in quel momento auto isolatosi ed estraneo a qualunque schieramento politico ed economico, bensì ai paesi posti oltre la Cortina di Ferro. A sua volta l’installazione della base pugliese conseguiva al famoso attrito USA-URSS concluso dal ritiro dei missili di produzione sovietica dal territorio cubano. Una volta risolta quella spinosa crisi, finalmente, prima le postazioni murgiane, poi quelle albanesi, vennero smantellate. In tempi recenti, però, installazioni d’altro tipo hanno preso il loro posto. Installazioni di potenza anche maggiore, essendo ciascuna capace di scaricare sull’opposta sponda adriatica ‘ordigni’ di portata addirittura ‘universale’, partoriti da ‘arsenali’ pressoché inesauribili… Parliamo di ordigni caricati a poesia. Con la poesia funziona come con la polvere pirica : a furia di starle dietro prima o poi quella ti scoppia tra le mani. Così, nel 1994 si registrarono i primi, vicendevoli scambi di  ‘salve’ di versi. A gennaio di quest’anno la ‘guerra’ ha assunto un nome : ‘Un mare ci unisce’. Così all’Editore Tabula Fati è piaciuto battezzare un’antologia di dodici poeti italiani ed altrettanti poeti albanesi a cura di Agim Mato e Daniele Giancane. Poco meno di centocinquanta le liriche che recano la firma di Nicola Accettura, Enrico Bagnato,  Gaetano Bucci, Enrico Castrovilli,  Marco De Santis, Daniele Giancane, Angela Giannelli, Irena  Gjoni, Renato Greco, Niko Kacalidha, Vasil Klironomi, Zimo Krutaj, Bardhil Maliqi, Dashanir Malo, Agim Mato, Sulejman Mato, Timo Merkuri, Gianni Antonio Palumbo, Giulia Poli Disanto, Petrit Ruka, Anna Santoliquido, Filippo Silvestri, Andrea Zarballa, Ilirian Zhupa. ‘Un mare ci unisce’ serve a ricordare e dimenticare. Dimenticare l’invasione del 1938, dimenticare quei missili e dimenticare durante gli anni della dittatura comunista i tanti equipaggi di pescherecci italiani catturati dalle motovedette albanesi per sconfinamento in acque territoriali e incarcerati per mesi. E ricordare che “fra i due popoli solo un tratto di mare ci divide. La poesia – quel tratto – lo ha già colmato” (Daniele Giancane). Ricordare infine Paolo Pinto (nell’immagine), il nuotatore di fondo barese che nel 1979 per primo attraversò il canale d’Otranto. 

Italo Interesse

 

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