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“Basta con la politica dei bonus, quello dei 200 euro non serve neanche a pagare i bolli delle bollette”

L' avv. Raffaella Altamura, Presidente provinciale Confesercenti, lancia il suo grido di allarme

“Energia, la situazione è drammatica”: l’avv. Raffaella Altamura, Presidente provinciale Confesercenti, lancia il suo grido di allarme. Cinque hotel di una grande catena in Salento hanno scelto di dire basta, sabato scorso a Bari le partite Iva e il popolo dei piccoli in Piazza Prefettura hanno espresso tutte le loro giustificate preoccupazioni per un futuro che si annuncia a dir poco problematico. Ne parliamo con l’avv. Raffaella Altamura, Presidente Provinciale di Confesercenti.

Presidente Altamura, che cosa sta accadendo, ha sentito degli alberghi salentini?

“Certo. Naturalmente è un fatto che genera sia amarezza che delusione. Quando addirittura cinque hotel arrivano a dire basta significa che la situazione è grave e al limite di non ritorno. Tuttavia, il problema non riguarda solo gli hotel ma anche tanti piccoli esercizi di vicinato, partite Iva, bar, pasticcerie, ristoranti e pizzerie. Gli aumenti nelle bollette di luce e gas sono a dir poco irragionevoli e la cosa incredibile è che non servono più neanche le manovre di contenimento della spesa. Intendo: se il negoziante riduce le ore di accensione della luce, la bolletta corre e cresce ugualmente. Tutto questo inevitabilmente avrà delle ripercussioni”.

Quali?

“Penso, anzi ne sono certa, che al 31 dicembre prossimo tante attività chiuderanno, i sintomi e le avvisaglie ci sono tutti. Questo significa miseria da un lato e dall’ altro disoccupazione assieme ad un diminuito gettito di denaro e di entrate da parte del pubblico”.

La gente ha pochi soldi…

“Indubbiamente e naturalmente deve scegliere dove comprare e su quali beni investire i soldi. Cioè è palese che tra beni di prima necessità e una torta in pasticceria, sceglierà quello che serve all’ economia domestica. Le famiglie andranno una volta di meno in pizzeria o al ristorante con ogni conseguenza. Avremo una situazione simile a un grido di dolore che lede il sacrosanto diritto al lavoro e all’ impresa”.

Rischiamo di avere strade buie…

“E’ possibile. Infatti i comuni non avranno altra scelta. Dovranno ridurre e abbassare le luci, al pari dei commercianti che terranno i negozi aperti nelle ore di sole rispetto alla sera quando chiuderanno prima. Inevitabile un problema di ordine pubblico a seguito del buio”.

Tempi duri…

“Possiamo paragonare questa situazione a uno tsunami che travolgerà senza scampo chi non ha le spalle larghe”.

Che cosa invocate al nuovo governo?

“Basta con la politica dei bonus, quello dei 200 euro non serve neanche pagare i bolli delle bollette. Vogliamo interventi seri e strutturali, urgenti e rapidi, non si può perdere altro tempo. Sarebbero importanti come nel covid contributi a fondo perduto, un blocco europeo al tetto del gas e dell’energia in genere, un prezzo calmierato e soprattutto equo”.

Alternativa?

“L’ alternativa è una serie di chiusure generalizzate di attività economiche. Quello che è spiacevolmente accaduto agli hotel, in grande succederà ai piccoli e tanti, dico tanti, resteranno fermi e nella disperazione. Il quadro, ascoltateci, è drammatico e vicino a una situazione di non ritorno”.

Bruno Volpe

 

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