Cultura e Spettacoli

Basta un soffio e…

Al Nuovo Abeliano platea colpita dal bravo Nicola Conversano, interprete del più inquietante testo di Luigi Pirandello

Edita per la prima volta sul numero di luglio del 1931 della rivista Pegaso e poi inclusa nella raccolta ‘Berecche e la guerra’ (Milano, 1934), ‘Soffio’ rientra fra le novelle di Pirandello. Protagonista della storia è il più classico uomo della strada, il quale un giorno, casualmente, scopre d’avere il potere di mandare all’altro mondo chi vuole e sui due piedi solo congiungendo “il pollice e l’indice d’una mano per soffiarci su, come a far volare una piuma tenuta tra quelle due dita”. Inizialmente basito, finirà con l’approfittare del tenebroso potere, arrivando – nuovo Angelo della Morte – a strappare alla vita novecentosedici persone. Ma alla lunga il perverso gioco si ritorce contro l’incauto sperimentatore : Dopo aver provato persino con la stessa immagine riflessa nello specchio di una bottega, l’uomo si avvede d’aver perso il proprio riflesso : “Mi sentivo sotto le mani il corpo, ma non lo vedevo più e neanche le mani cui me lo toccavo, eppure non ero cieco”… Novella inquietante come poche, ‘Soffio’ è stata portato in scena sabato scorso al Nuovo Abeliano da Nicola Conversano (regia dello stesso, produzione C.P.C. Gruppo Abeliano). Un uomo solo, al chiuso di ciò che può sembrare una cameretta (tre soli elementi – un attaccapanni, una sedia e un comò – raccolti sotto lo stesso cono di luce), ripercorre la propria tragedia, o forse l’incubo che lo perseguita e al punto d’aver fatto di lui un alienato. Periodicamente si china ad accendere in terra lumini raccolti in cerchio : uno per ogni vita ‘soffiata’ … Un allestimento cupo ed efficace. Conversano adotta modalità tutt’altro che enfatiche, per quanto le suggestioni del testo potrebbero ingolosirlo. Un’interpretazione ‘ruvida’, la sua, disperata, percorsa da un’incredulità rabbiosa, densa di senso di colpa, vicina al monologo di un pazzo. Un’interpretazione molto apprezzata dal pubblico. A segnalare il consenso degli spettatori, però, non è stato tanto il calore dell’applauso finale, quanto lo strano fenomeno che si è verificato in platea all’uscita di scena del bravo Conversano : Per una trentina di secondi (un lasso interminabile per le circostanze di cui ci stiamo occupando) nessuno si è alzato dalla poltrona. Chi fissava la scena, che si guardava attorno, chi stava pensoso, lo sguardo nel vuoto. Cosa si aspettava la gente, che Conversano tornasse in scena per raccontare il possibile seguito di ‘Soffio’, ovvero ciò che Pirandello non scrisse ? Certamente no. Non di meno la gente appariva palesemente turbata all’idea, fantastica finché si vuole ma di sicuro capace d’infondere disagio, che basta soffiare fra il pollice e l’indice perché… Tutto ciò segnala una sola ed importante cosa : Un grande testo ben allestito (anche quando non pensato per la scena) lascia sempre il segno.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 6 Marzo 2024

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