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Bene unico e prezioso: “Sull’acqua niente più sconti”, ma nulla si muove…

Perché, invece di rincorrere congetture complottiste difficili da digerire con quell’apparire dappertutto sparando raffiche di mitraglia a casaccio contro tutto e tutti, il capo della giunta regionale pugliese Emiliano non pensa a cose serie, per il popolo pugliese? Su un bene prezioso come l’acqua, per esempio, il Movimento 5Stelle ha chiesto spesso di ascoltarlo direttamente in II Commissione regionale (Affari generali e personale) per definire – …e una volta per tutte – l’iter per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese. Proprio per questo, sul tema, si continua ad accumulare solo ritardi e omissioni, per cui non ci dovrebbero essere più sconti dopo l’invito rivolto in primis dai consiglieri Cinquestelle a non perdere altro tempo, appunto. Dando finalmente seguito alla volontà dei cittadini, troppo spesso accantonata dalle <<sviste>> della politica ed a seguire le linee di un lavoro coordinato, che abbia come obiettivo comune quello di rendere pubblico un ente su cui ruotano interessi che fanno gola a molti. Un passo indietro. Più d’una le interrogazioni rivolte diretta all’assessore regionale Gianni Giannini e al presidente Emiliano, chiedendo al governo regionale di rispettare l’impegno preso in piena estate, l’anno scorso – precisamente il 1° agosto scorso – quando il Consiglio, all’unanimità, aveva approvato la mozione del Movimento 5Stelle. Una mozione che chiedeva, appunto, l’istituzione d’un tavolo tecnico paritetico composto dalle istituzioni e da attivisti del Forum dell’Acqua Pubblica per ipotizzare il futuro dell’Acquedotto Pugliese, rispettoso dell’esito del Referendum 2011. “Non possiamo lasciar trascorrere altro tempo – tagliava corto la consigliera Antonella Laricchia – prima di avviare un processo partecipato per dare seguito al risultato del referendum di cinque anni fa, con cui i cittadini pugliesi hanno espresso la volontà di abrogare le leggi per la privatizzazione dell’acqua e quindi ripubblicizzare il nostro Acquedotto Pugliese. Anche in aula – precisava ancora la consigliera – abbiamo ribadito al presidente Emiliano la nostra intenzione di ridar voce al tavolo composto dalle istituzioni e da attivisti del Forum dell’Acqua Pubblica>>. Intanto, però, tutto tace su questo fronte della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, e quindi della tutela dell’acqua pubblica come diritto inalienabile. Anche perché – bisogna ricordare – che l’anno scorso il Comitato “Bene Comune” ha incontrato Michele Emiliano per un confronto sulla Legge nazionale sull‘Acqua e sullo “status” di AQP. Il governatore definì l’acqua “bene comune pubblico” ed ebbe a dire che “il servizio idrico deve essere privo di rilevanza economica, e gestito da un ente di diritto pubblico con la più ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo”. Evidenziando perfino che “è fondamentale che la politica riacquisti la sovranità del governo dell’acqua, unico modo per garantire il diritto umano all’acqua potabile sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28 luglio 2010”. In attesa dell’istituzione di un tavolo tecnico istituzionale teso a considerare le modalità più efficaci per assicurare il rispetto dei principi referendari il tempo passa tutto sembra puntare a un’altra promessa a vuoto del governo regionale. Emiliano in testa. Non sarà mica perché, come abbiamo già paventato su queste colonne in passato, sotto c’è qualcos’altro, tipo la trasformazione di Aqp in una ‘multiutility’ con capitale privato e quotata in borsa (con relativo incarico di consulenza strategica per l’espansione delle attività di AQP per 130mila euro), mentre già a marzo 2018 – come detto sopra – i consiglieri pentastellati avevano promesso di velocizzare i lavori e riaprire il dibattito nell’Aula di via Capruzzi. Chiedendo un’audizione per ascoltare i comitati di difesa dell’acqua pubblica, l’assessore al ramo e il presidente Emiliano che dovevano già allora dare risposte chiare ai pugliesi. Invece sono trascorse ben tre stagioni e la ripubblicizzazione dell’acqua è passata di mente a tutti, per cui il bene più prezioso per l’uomo dovrà restare rigorosamente pubblica, slegata da logiche di profitto.

 

Francesco De Martino

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