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Bicigrill, le stazioncine abbandonate non muoiono

Quando il trasporto ferroviario aveva valore sociale non si lesinava sul numero delle corse, del personale e delle fermate. Anni di sprechi, cattivi investimenti e abusi hanno ribaltato quell’ordine di cose, sicché ora i treni locali quasi non viaggiano fra le 9 e le 12 e fra le 16 e 19, le stazioni meno grandi sono ormai tutte ìmpresenziate’, ovvero prive di personale, mentre le fermate ritenute minori sono state soppresse. A quest’ultimo proposito, che ne è dei relativi fabbricati? Nell’immagine, la stazione di Pascarosa. E’ questa una quieta contrada avvolta dagli ulivi situata fra Cisternino e Ostuni e abitata da un centinaio d’anime. A parte un grosso trullo e un pugno di case raccolte intorno alla chiesa della Madonna del Carmelo nelle vicinanze di una specchia, non esiste altro in questo luogo ameno, uno di quei posti, come qualcuno ha detto, “dove non si va, ma si capita”. Un posto che ancora negli anni trenta era così malservito quanto a comunicazioni da essere di fatto tagliato fuori dal mondo. Sembra che quella fermata delle Ferrovie del Sud-Est l’abbiano istituita per interessamento diun singolare e carismatico personaggio del posto. Noto come Seppe li Serre oppure Seppe ‘u Padreterno, Giuseppe Argentiero visse a Pascarosa dalla fine della Grande Guerra al 1955, anno della morte. Oltre a predire il futuro con inquietante precisione, Argentiero era soprattutto un formidabile guaritore. Confezionava personalmente pozioni e pomate a base di erbe e radici trovate nei campi. Non accettava denaro, al più si contentava d’essere ricompensato in natura : una forma di caciocavallo, un sacco di farina, un orcio di olio buono… E poi non riceveva tutti, specie i gran signori, anche se venivano da lontano. Aveva le sue antipatie. Altri sostengono invece che quella fermata fu istituita per agevolare il flusso dei malati che accorrevano da Seppe… Tornando alla stazione, quella di Pascarosa non è più operativa da diversi anni. Ma un progetto per la promozione della mobilità sostenibile e la valorizzazione del territorio prevede il riutilizzo della struttura come Bicigrill lungo il percorso ciclabile di undici chilometri che collegherà Locorotondo a Ceglie Messapica ed inserito nella ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. –  La ciclovia dell’acqua o dell’Acquedotto Pugliese è un itinerario ciclabile di circa 500 km pensato per collegare Caposele in Irpinia con Santa Maria di Leuca. Attualmente è stato realizzato solo il percorsoche unisce Figazzano, frazione del comune di Cisternino, a Ceglie Messapica, lungo una strada di servizio dell’acquedotto pugliese. – La vecchia stazione di Pascarosa promette così di evolvere in un ostello con dodici posti letto riservati a turisti-pedalatori con annessa ciclofficina e piccola trattoria ‘a chilometro zero’ con venti coperti (l’aspetto ristorativo sarà completato da un orto con funzioni produttive, didattiche e sociali).

Italo Interesse

 

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