Cultura e Spettacoli

Bigamia e menzogna, che stress

In principio fu Goldoni col suo ‘Il bugiardo’, commedia rappresentata per la prima volta nel 1750 e ispirata alla ‘Verdad sospechosa’ di Juan Ruiz del Alarcòn. Il Maestro veneziano tracciò una strada in fatto di commedia basata sulla tecnica della menzogna e dell’equivoco che ne consegue con andamento a intreccio crescente. Una strada sulla quale, e con migliori risultati, si sono incamminati soprattutto i commediografi britannici, seguiti in un secondo momento da quelli statunitensi. Una scuola di teatro, però, che presenta il limite di rasentare l’affanno. Che stress sul palco mantenere un ritmo che di battuta in battuta lievita fino al parossismo. Di contro, pur compensata dal divertimento, è fatica pure in platea, non essendo agevole mantenere in ascesa la parabola dell’attenzione sino alla calata del sipario. In questo gioco al rialzo, se si spostano le cose in Italia, la regia è chiamata a svolgere un lavoro più determinante che al di là della Manica o dell’Atlantico. Senza tagli, raccordi e adattamenti che tengano conto della qualità e delle caratteristiche degli interpreti, nonché delle esigenze del pubblico, si rischia già a metà della messinscena il crollo verticale per stanchezza sia al di qua che al di là del proscenio. Cosa che invece non avviene in “Due matrimoni su quattro ruote” (adattamento di Annamaria Vivacqua da ‘Taxi a due piazze’ di Ray Cooney), un allestimento della Compagnia Badatea che ancora per quest’ultimo fine settimana resterà in cartellone al Sitara Teatro. Pur lavorando in spazi da camper, Nicola Valenzano riesce a far ruotare con fluidità l’azione intorno ad un divano, unico elemento di scena. Ne viene una messinscena frizzante e godibile che, senza pretendere la luna, raccoglie consensi pure tra gli spettatori più piccoli (e quando ad applaudire e a ridere è il pubblico di domani è segno che si sta lavorando bene). Venendo all’allestimento in sé, Daniele Ciavarella si disimpegna piuttosto felicemente nei panni del protagonista, questo tassista bigamo nevrotizzato e nevrotizzante. Accanto a lui si muovono con generosità Marco Pezzella, Annamaria Vivacqua, Antonella Radicci. Mauro Milano ed Enrico Zambrini (nell’immagine, il cast in uno scatto di Rosaria Pastoressa). – Prossimi appuntamenti allo spazio di via Carmine (nella Città Vecchia), venerdì 24 novembre è in cartellone Savina Pinto con ‘Danzando step by step on stage’. Sabato 25 e domenica 26 sarà di scena l’Anonima GR con ‘Bar qui si gode’ ; regia di Dante Marmone ; con Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli, Mimmo Pesole e Gianni Vezzoso.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 16 Novembre 2017

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