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Bitonto: l’obelisco (non) dimenticato

Nel piazzale antistante il Santuario dei Santi Medici a Bitonto si erge (deplorevolmente malridotto) un obelisco eretto per volontà di Carlo di Borbone all’indomani della battaglia tra spagnoli e austriaci e che si svolse in quelle vicinanze nel maggio del 1734. Lo scontro (sanguinosissimo) assicurò al Borbone il controllo del Regno di Napoli. Principe italiano in quanto Duca di Parma, Carlo fece del nuovo dominio la più vasta realtà sociale indipendente del Belpaese, là dove sarebbe stato lecito attendersi un vicereame o l’ennesima colonia dello Straniero di turno. Nel gesto si può leggere il primo vagito di uno Stato in embrione (lo stesso del quale lo scorso anno si è celebrata fra tante polemiche il 150enario di sofferta unità). Ai piedi di quell’obelisco, sabato pomeriggio, un gruppo di spiriti liberi che si raccoglie intorno alla rivista ‘L’Alfiere’ si è dato convegno per deporre una corona d’alloro in memoria di un evento ingiustamente ridotto da Storici ‘allineati’ a episodio conclusivo dell’ennesima disputa militare sul suolo italiano tra potenze straniere. Degna di nota la presenza di un delegato della Croce Nera, associazione nata nel 1919 ad opera del governo della repubblica d’Austria, per rintracciare e rendere omaggio ai soldati austriaci caduti di tutte le guerre. Dunque una celebrazione dell’Unità ‘in embrione’ senza trascurare di rendere onore ai caduti avversari. Ovvero un atteggiamento opposto a quello tenuto dagli uomini dei vari Lamarmora e Cialdini scesi in forze nel Mezzogiorno a sterminare Resistenti non riconosciuti come tali, perciò spregiativamente bollati come briganti e di conseguenza non degnati neanche di sepoltura. A una settimana di distanza da questa ‘contro-manifestazione’, cioè dopodomani sabato 26, sfilerà a Bitonto il Corteo Storico Rievocativo Della Battaglia, una parata che – ci dicono – ha luogo dal 1985. Un modo decisamente diverso (polemiche a parte) di guardare alla stessa pagina di storia. Diversità percepibile oltre che nel lato spettacolare delle cose, pure nel sentimento religioso che colorò la celebre battaglia di 278 anni fa. Si narra infatti che il generale spagnolo Montemar volendo punire i bitontini rei di essersi schierati con gli austriaci fosse vicino a comandare il saccheggio della città. Ma, non si sa se in sonno o meno, la Vergine gli apparve e lo dissuase. Montemar obbedì. A quanto ci risulta, il fatto miracoloso è illustrato a Bitonto in due dipinti. Il primo, una tela enorme (e mal conservata) orna un corridoio del Palazzo di Città. Il secondo dipinto, più piccolo e su legno, occupa una parete del foyer del Teatro Traetta.

Italo Interesse

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