Cultura e Spettacoli

Black Dog, quella volta in Puglia

Il Black Dog è un’inquietante creatura notturna tipica del folclore britannico. Simile a un cagnaccio bruno dagli occhi infuocati, esso sarebbe un messaggero di morte. Noi invece crediamo al gatto nero, all’uccello del malaugurio… Eppure una volta si è sentito parlare di Black Dog anche in Puglia. La nostra fonte è Creepypasta Italia Wiki. Era l’estate del 2010 a Polignano a Mare quando in piena notte, mentre da qualche parte, all’aperto, si teneva un concerto di musica gotica, ecco che “appare un grosso mammifero dagli occhi gialli tendenti al rosso”. I presenti pensano a un “effetto speciale” legato allo spettacolo ma stranamente si comincia ad avvertire un “gran freddo”… Cinque spettatori ebbero la morte di una persona cara nel giro di mese, gli altri ricordano ancora “quegli orrendi occhi con terrore”. Nient’altro, a parte la segnalazione di altri quattro casi analoghi a Olbia (1998), Forlimpopoli (2001), S. Donato Milanese (2003) e Torrenova (2008). Le segnalazioni si accomunano per l’espressione un po’ ingenua, scolastica, piena di ripetizioni, anche leziosa. Certo, non si può pretendere da chi non sia un professionista della scrittura la qualità di un Arthur Conan Doyle o di una Charlotte Bronte i quali, rispettivamente in ‘Il mastino dei Baskerville’ e ‘Jane Eyre’, descrivono da par loro l’apparizione del Black Dog. Resta il fatto che certa sciatteria da segnalazione è indice di raccolta incompleta dei dati, di lavoro sulla base di testimonianze di terza o quarta mano, di conclusioni affrettate. Riprendiamo in esame il caso di Polignano : Visto che si parla di Cane Nero, perché dargli del così approssimativo “grosso mammifero”? E non è poi singolare la circostanza che l’apparizione abbia avuto luogo proprio nel corso di un concerto di musica gotica… Vai a vedere che qualcuno in quel momento stava suonando proprio ‘Black Dog’ dei Led Zeppelin… (e a questo punto alla scena mancherebbe solo la regia di Dario Argento). Quanto agli occhi, si sa quanto sensibili siano quelli di un cane investito da un fascio di luce convenientemente proiettato ; a tutti almeno una volta sarà successo, di sera, inquadrando un randagio coi fari dell’auto, di scorgere prima due puntini ravvicinati e splendenti, poi il resto dell’animale. Un povero randagio che per caso capiti dove si tiene un concerto rock può per qualche secondo restare  stordito da quei proiettori rotanti che tanta scena fanno quando è di mezzo certo genere musicale e così offrire di sé il più inquietante spettacolo. Il resto lo fanno la capacità di suggestione che sviluppano certe note e l’insopprimibile tendenza al fantastico che nell’inconscio agita anche l’uomo più evoluto. Niente di più facile, allora, che un innocuo meticcio di notte diventi “nero e grosso”, una figura spettrale che fa provare un senso di freddo a spettatori già suggestionati da note cupissime e inquietanti. Infine, quanto a quei “cinque dei presenti” che patirono la morte di un “caro” nel giro del mese, CHI lo afferma? e può dimostrarlo?… In Rete è peggio che in piazza. La probabilità di incappare in fandonie ed esagerazioni surclassa quelle di ricevere una ‘soffiata’ buona.

 

Italo Interesse

 


Pubblicato il 30 Agosto 2018

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