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Blasi vuole Emiliano candidato, ma lui frena

L’altro ieri sera, il Sindaco ha incontrato Massimo D’Alema all’aeroporto di Bari, prima che quest’ultimo partisse. Secondo alcune indiscrezioni, il leader con i baffi del Pd pugliese vorrebbe presentare la candidatura di Emiliano proprio oggi, durante l’assemblea del partito che avrà luogo nel pomeriggio. Tuttavia, il gladiatore del palazzo di corso Vittorio Emanuele non ama il rischio, e preferirebbe l’ufficializzazione dopo il 19 gennaio, giorno in cui il consiglio della Puglia sarà chiamato a votare l’Emilianum. Con l’approvazione di questo emendamento infatti, il Sindaco non sarebbe costretto a dimettersi dal Comune di Bari per candidarsi alla Regione. Diversamente, è previsto dalla legge, l’arrivo del commissario prefettizio che prenderebbe il posto del Sindaco fino a nuove elezioni.  Insomma, stando ai fatti, per la sinistra pugliese si prospetta un duello fratricida. Nichi Vendola, da parte  sua, continua a definirsi il candidato naturale per le prossime regionali. “Non per una questione di poltrone e di continuità, ma perchè politicamente sono l’unico a poter correre in queste  elezioni con la sinistra”, ha riferito il governatore in un commento a caldo, dopo la notizia della proposta di Blasi a Emiliano.  In realtà, non si  capisce come possa il Presidente rosso definirsi  il “candidato naturale” del Pd, visto che non ha mai voluto intravedere nel blocco di centro sinistra una sua casa politica. Piuttosto, potrebbe essere il candidato naturale in riferimento alla continuità amministrativa della Regione, ma non altro. “Condivido la preoccupazione di Blasi e Emiliano e ho solo parole di stima nei loro confronti”, ha concluso Vendola. Il Nichi pugliese forse, esagera dando sfoggio di un così ostentato fair play, soprattutto dopo le dichiarazioni del Sindaco di Bari che, durante un’assemblea consiliare di qualche sera fa, ha affermato che “L’amministrazione Vendola ha deluso ed è bene che ora si faccia da parte, se non vuole continuare a danneggiare il Pd”.   Blasi  invece, si dice essere molto preoccupato  per la situazione a tal punto che il Sindaco di Bari confessa di dover “Rassicurare Sergio, che si sta trovando a dover risolvere una faccenda complicatissima”. Il segretario del Pd ha convocato una tavola rotonda per stamattina, allargata all’Udc e Adriana Poli Bortone. È difficile pensare che la senatrice salentina, nostalgica di Alleanza Nazionale, si lasci ammaliare da Blasi e dalla proposta Emiliano. È molto più probabile che preferisca allearsi con il Pdl, con cui ha in comune parecchi geni del suo Dna. L’Udc altresì, è un alleato bipartisan, che può giocare qualche tiro basso. Come ha detto il parlamentare Pd Gero Grassi, “Un partito che può appoggiare tutti non è un buon alleato”. Ed è proprio il caso dello scudo crociato. C’è chi sostiene che Casini opterà per il Pd a seguito di un presunto do ut des con D’Alema, in base al quale il leader democratico gli avrebbe promesso la presidenza della Puglia fra cinque anni. Altri ancora, fiduciosi in Silvio Berlusconi, ritengono che alla fine, l’accordo si farà tra i leader nazionali e il Berlusca farà magie. Questo è tutto da vedere e oggi sarà una giornata ottima per la resa dei conti, degli sconti e  delle promozioni. Già, perchè poi, sia al Comune di Bari  che alla Regione, c’è chi -per analizzare queste posizioni- fa riferimento al “partito della pagnotta”. Trattasi di quel movimento a cui aderiscono in parecchi, e per dirla alla Gero Grassi, è il partito di cui fan parte soprattutto quelli che possono stare sia di qua che di là. Per loro, e sono tanti e corteggiatissimi, i due maxi schieramenti faranno grandi promozioni. Chi offre di più, vincerà l’alleanza e un utile  percentuale di elettori che si aggira intorno all’8%.
 
Federica Stea 

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