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Bollywood e la Puglia: solo stereotipi

Col termine Bollywood, fusione di Bombay e Hollywood, si intende il fenomeno della cinematografia popolare in lingua hindi – e occasionalmente in lingua urdu – che spopola in India da moltissimi anni. Impressionanti i numeri di questa industria del cinema anche al di fuori dei confini nazionali. Non si contano le pellicole girate all’estero di questo genere d’intrattenimento, superficiale e vacuo quanto il nostro cinema dei telefoni bianchi. In Puglia per esempio ne sono state girate quattro e nel giro di tre anni. Il primo fu ‘Bachna Ae Haseeno (2008) di Siddharth Anand ; tra le location pugliesi troviamo Alberobello, Santa Cesarea Terme e Baia delle Zagare a Mattinata. ‘Maska’ (2009) è stato diretto da B. Gopal ; numerose le scene girate da noi, nelle quali sono ben riconoscibili il borgo antico di Cisternino e la Cattedrale di Trani. ‘Housefull’, girato da Sajid Khan è uscito ad aprile 2010 ; solo Gargano questa volta : Mattinata, Vieste e Pugnochiuso (particolare degno di nota, la casa di produzione ha raggiunto un accordo con il maggior tour operator indiano per vendere pacchetti viaggio per la Puglia al pubblico, rimasto incantato dagli scorci nostrani). ‘Dui Prithibi’, infine, di Raj Chakraborty, è stato distribuito verso la fine del 2010 : Alberobello e Santa Cesarea Terme le uniche due località di casa nostra impegnate. Come si vede, niente suggestioni murgiane, niente distese di ulivi. Solo i più abusati luoghi comuni di quella Puglia patinata e di maniera che oggi si smercia in tutto il mondo come fosse una lattina di Coca Cola. Ma cosa ci aspettavamo da indiani affaristi, che rinunziassero ai ben remunerativi stereotipi della Puglia radical-chic, quella dove cafoni arricchiti vengono a bruciare milioni di dollari per un matrimonio? Gli importa assai a gente che viene da Calcutta e Nuova Dehli di sfatare miti macina-soldi. Loro non possono capire un Caparezza e il coraggio di un ‘Vieni a ballare in Puglia’, la canzone del 2008 in cui il cantautore molfettese, con ironia amara scosta il sudario che l’industria del turismo di massa (a cui egli fa “vilipendio”) ha adagiato su questa terra. Ha ragione il nostro rapper : messa in ombra dalla Puglia delle mozzarelle e delle bandiere blu, dei trulli e dei muretti a secco languisce una seconda Puglia, quella delle morti bianche, delle fughe tossiche, del Gargano che brucia, degli schiavi nei campi di pomodori… e dei siti archeologici messi ‘inspiegabilmente’ a fuoco. Sono cose che conosciamo bene e che ogni turista normodotato può immaginare, volendo. Ma stanchezza e rassegnazione possono far preferire una benda sugli occhi allo sforzo di tenere gli stessi occhi spalancati su molte ragioni di vergogna. Nell’immagine, un fotogramma di ‘Band Baaja Baaraat’, un film di Anushka Sharma.

Italo Interesse

 

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