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Bona Sforza e la sua città

Bari, una città tutta da ri-scoprire, una città “dai due volti”, quello più moderno del vivace centro commerciale e quello più affascinante e misterioso del centro storico. Una città che il Fai vuole riproporre agli amanti dell’arte e della cultura attraverso gli eventi organizzati nel mese di maggio.Il secondo di questi appuntamenti, fortemente voluti e organizzati da Rossella Ressa, si è svolto nel borgo antico cittadino.Guidati dalla scrittrice Angela Campanella, che ha raccontato la vita di Bona Sforza e di Isabella d’Aragona, dallo storico Nicola Cutino, che ha narrato le vicende storiche della Città e del Ducato di Bari e dagli attori Pino Cacace e Gianfranco Liuzzi, che hanno recitato brani tratti dal libro “Bona Sforza duchessa di Bari regina di Polonia di A. Campanella”, il pubblico dei presenti si è avventurato alla scoperta dei luoghi simbolo della vita e del regno delle due “donne straordinarie”. Le storie di Isabella d’Aragona prima e di sua figlia  Bona Sforza successivamente si sono svolte tra Bari, Napoli, Milano e la lontanissima Polonia e in quei luoghi hanno lasciato ricche testimonianze della loro presenza. Nella città di Bari si avverte forte la presenza di Bona, con le innovazioni da essa apportate al castello Svevo, con il mausoleo ad essa dedicato nella Basilica di San Nicola e con la cisterna realizzata nella piazzetta retrostante l’abside della Cattedrale, opera che la duchessa fece realizzare per far fronte al grave problema della siccità, in modo che l’acqua potesse essere disponibile gratuitamente per l’intera popolazione.Una passeggiata con la regina, quindi, alla riscoperta di storie fantastiche intessute di intrighi, passione, cultura e intrecci tra le famiglie più potenti dell’era rinascimentale.Isabella d’Aragona, legittima duchessa di Milano, cresciuta alla corte di Napoli giunge a Bari per governare l’esteso ducato attribuito dal nonno Ferdinando d’Aragona agli Sforza. Dei quattro figli avuti dallo Sforza le è rimasta solo Bona con la quale dà avvio ad una “nuova stagione” della fortezza di Bari che diviene castello ducale. Bona vive a Bari fino al momento del suo matrimonio con Sigismondo Jagellone, re di Polonia avvenuto nel 1517. È costretta a partire per la Polonia e riesce a tornare a Bari solo nel 1556. Qui muore avvelenata dal suo segretario, Gianlorenzo Pappacoda che ne vuole usurpare l’eredità. Nel mausoleo Bona è ritratta in età avanzata mentre prega in ginocchio. Nelle nicchie laterali sono site le statue di due vescovi, San Nicola e San Stanislao, patrono della Polonia.Nella sinistra una figura allegorica femminile regge lo stemma della Polonia, quella di destra lo stemma del Ducato di Bari. Nell’epigrafe latina incisa su marmo nero, dedicata alla amatissima madre, la regina Anna celebra tutti i suoi avi e i suoi collaterali.Una delle tante opere simbolo della splendida città di Bari e della sua magnificenza.Il Fai concluderà i suoi eventi culturali alla riscoperta della città, Sabato 11 maggio, con la visita ai giardini di Palazzo Bonomo.

Marina Basile

 

 

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