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Bonerba: “Serve semplificare norme e procedure con azioni ad hoc”

 

Lo scorso anno sono stati pubblicati in Puglia 1.479 bandi di gara per lavori pubblici (in calo dell’8,3% rispetto ai 1.612 del 2019) per un valore di 2,363 miliardi di euro, in crescita del 60,4% rispetto all’anno precedente (quando raggiunsero 1,473 miliardi). E’ quanto rileva l’Ance Puglia, l’associazione degli edili sui dati elaborati da Infoplus.   La crescita del valore degli appalti riguarda, in particolare, quelli con importo superiore ai cinque milioni di euro (in particolare di Anas e Rfi) mentre si registra un calo per i lavori inferiori a quella cifra, sia nel numero (-10,7%) che nell’importo (-5,5%) (fonte Ance su dati Infoplus). “L’incremento del valore dei bandi fa ben sperare – dichiara il presidente di Ance Puglia Nicola Bonerba – ma la ripresa del comparto non si nutre di bandi bensi’ dell’avvio dei cantieri che, a causa della burocrazia, nella migliore delle ipotesi aprono con mesi se non anni di ritardo”. Bonerba evidenzia che lo stallo e’ dovuto alla “mancata emanazione di decine di decreti attuativi riguardanti riforme che, negli ultimi anni, avevano l’obiettivo di semplificare il nostro settore ma che in molti casi lo hanno reso ancora piu’ confuso”.   Per quanto riguarda la forza lavoro nel settore edile pugliese, che supera le 80mila unita’, i dati Casse edili / Edilcasse riferiti sia al comparto privato che pubblico, evidenziano nei primi 11 mesi del 2020 un calo del 20% delle ore lavorate nei cantieri (-13,7% il dato nazionale) e del 7,4% dei lavoratori iscritti, il terzo peggior dato a livello nazionale (hanno fatto peggio solo Basilicata e Calabria).   “In un anno e’ venuto meno – aggiunge Bonerba – un quinto delle ore lavorate nei cantieri pugliesi, un’enormita’. E la riduzione dei bandi sotto la soglia dei cinque milioni potrebbe acuire ulteriormente la dinamica cosi’ negativa registrata dall’occupazione l’anno scorso”.  L’invito agli Enti territoriali e ad altre stazioni appaltanti e’ “riprendere la pubblicazione dei bandi per piccole opere che rappresentano la linfa vitale per il tessuto imprenditoriale edile della nostra regione”.
Il presidente Ance auspica “la semplificazione di norme e procedure e azioni ad hoc per avviare immediatamente cantieri nel Mezzogiorno e in Puglia, nella quale procede molto bene la spesa dei fondi strutturali ma non quella riguardante il Patto per la Puglia siglato nel 2016 che, allo scorso ottobre, registrava una spesa solo del 3% dei due miliardi stanziati dal Fondo sviluppo e coesione. Un peccato, considerando il gap infrastrutturale della Puglia e di tutto il Mezzogiorno rispetto al resto del paese; un gap che, burocrazia permettendo, le risorse in arrivo col Recovery Plan dovranno annullare”.

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