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Botta e risposta sulla proroga “immotivata” per due dirigenti regionali

Continua il botta e risposta tra i neoeletti consiglieri regionali cinque stelle e il presidente del Consiglio pugliese uscente Onofrio Introna sulla questione della determinazione di proroga “immotivata” nei confronti di un paio di dirigenti per i quali i contratti scadevano addirittura a dicembre prossimo. Secondo i pentastellati, infatti, l’atto dovrebbe essere portato all’attenzione della Corte dei Conti, checché ne pensi l’ex presidente Introna. Il quale, nelle ultime dichiarazioni, ha affermato di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte del M5S, forse per tentare di sviare la questione. Tattica vecchia, quella dell’ex socialista e dirigente regionale, accusato di aver rinnovato la posizione dirigenziale ai due capi degli uffici di via Capruzzi. Questa, intanto, la replica degli otto neo eletti nel movimento di Beppe Grillo: “Ci spiace constatare – affermano i pentastellati – che il dottor Introna, o chi per lui, non abbia consultato la sua casella di posta elettronica. Nella stessa potrà infatti trovare la nostra richiesta scritta inviata da giorni e, come d’altronde saprà bene, le comunicazioni interne in Regione avvengono tramite pec istituzionale, la quale verrà consegnata a noi neo-consiglieri non prima del primo consiglio regionale. Ci preoccupa piuttosto immaginare quanti messaggi di cittadini pugliesi potrebbero, dunque, essere stati completamente ignorati in tutti questi anni. Faremo pervenire, se necessario, al Presidente uscente una ulteriore copia dattiloscritta così potrà essere edotto di quello che oramai ripetiamo, in tutte le forme, da settimane: gli atti di proroga contrattuale dei dirigenti, previsti precedentemente in scadenza a dicembre 2015, sono a nostro modo di vedere moralmente inaccettabili e formalmente non corretti. Ancor di più se realizzati, nei giorni successivi all’ultima tornata elettorale, da politici che non siederanno più sugli scranni di via Capruzzi. Se per il dottor Introna questo è un comportamento normale e dovuto, non abbiamo la presunzione di convincerlo, ma come annunciato in precedenza, qualora non si procederà al ritiro in autotutela, saranno altre le sedi che stabiliranno l’effettiva legittimità di questi atti. Non ci resta che registrare quanto evidentemente logori non avere più potere per una classe politica che continua a pensare a tutto tranne che alla tutela del bene comune”. In effetti il 10 giugno (si badi alla data: 10 giugno, ovverosia dieci giorni dopo l’elezione del nuovo consiglio regionale pugliese) si riuniva l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale pugliese per prendere un’importante decisione, ritenuta evidentemente urgente e improrogabile. Infatti, con delibera n. 290, veniva disposta la proroga di altri due anni a due contratti di natura dirigenziale stipulati con due funzionari del Consiglio. E cioè due funzionari del Consiglio Regionale che alla fine del 2012, con una procedura urgente assai discutibile, furono nominati dirigenti sul campo. Il dott. Settimio Giuliese divenne dirigente degli Affari Legislativi e Giuridici, mentre il dott. Domenico de Giosa divenne dirigente dell’Ufficio Assistenza all’Assemblea. I contratti avevano validità tre anni, perciò la loro naturale scadenza sarà il 31.12.2015, cioè tra sei mesi. Sorvoliamo sul fatto che i due sono diventati dirigenti di un ente pubblico senza alcun concorso, sulla base di un avviso pubblico con requisiti disegnati appropriatamente per loro e pur in presenza di una graduatoria di un concorso a dirigente piena di idonei che avrebbero avuto diritto a essere chiamati avendo superato un concorso come prevede la Costituzione. Sorvoliamo, appunto. Concentriamoci su un’altra circostanza: cosa dire di un Ufficio di Presidenza di un Consiglio regionale in regime di prorogatio, privo di poteri se non l’ordinaria amministrazione o le questioni urgenti, con un consiglio regionale del tutto rinnovato eletto pochi giorni prima, che sente il bisogno di rinnovare per ben due anni due contratti dirigenziali la cui scadenza originaria è prevista sei mesi dopo (cioè il 9 dicembre 2015 per Giuliese e il 18 dicembre 2015 per De Giosa)? Quali sono le ragioni che inducono un Ufficio privo di poteri perché sostanzialmente decaduto a rinnovare contratti di cui si sarebbe potuto occupare tranquillamente il nuovo Consiglio appena insediato? Se i contratti scadono tra sei mesi, davvero si può ritenere che non c’erano i tempi per lasciare la questione al nuovo Ufficio di Presidenza? Davvero si possono ritenere esistenti le ragioni di continuità amministrativa, sciaguratamente adombrate nella motivazione della delibera, a distanza di sei mesi dal problema? È lo sprezzo della legge e di ogni senso di opportunità quello che preoccupa e lascia interdetti per la protervia del gesto. Ma vi è di più, e veniamo al pasticcio sulla legge elettorale pugliese. Il problema è anche  la scarsa qualità della redazione dei testi legislativi del Consiglio Regionale e dei problemi organizzativi degli uffici interni. Ora, chi è che si occupa del cd. drafting legislativo, ossia della redazione dei testi che escono dall’Assemblea? L’Ufficio retto dal sunnominato dott. Giuliese. Chi si occupa di assicurare che il resoconto stenografico dell’Assemblea sia corretto e privo di errori? L’Ufficio retto dal dott. De Giosa. In sostanza, sono sotto gli occhi di tutti i risultati disastrosi del loro operare, e invece di mandarli a casa vengono addirittura premiati. Sono stati beneficiati dal dott. Introna che ora si arrampica sugli specchi per giustificare un atto di proroga che deve essere solo revocato in autotutela, per non aggiungere materiale al pasticcio pugliese…che si è ritorto, alla fine, contro lui stesso! Questo accade, molto probabilmente, quando i capi della burocrazia sono scelti non per meriti o per competenze, perché hanno superato un concorso, come dovrebbe essere secondo la Costituzione della Repubblica Italiana…

 

Francesco De Martino 

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