Cronaca

BpB, altri risparmiatori sorridono: “E ora un programma serio di risarcimenti”

Buone notizie per soci e risparmiatori in causa contro la Banca Popolare di Bari: arrivano altri provvedimenti favorevoli del giudice di pace dopo le ultime pronunce dell’Arbitro delle controversie finanziarie. Infatti il Giudice di Pace di Bari, con tre diversi provvedimenti, ha ingiunto la Banca popolare di Bari a risarcire tre risparmiatori, pagando l’intero importo investito in azioni. In pratica si tratta dei primi decreti ingiuntivi che accolgono i ricorsi presentati dai risparmiatori dopo le decisioni favorevoli dell’Acf della Consob, l’arbitro per le controversie finanziarie, alle quali la banca non aveva fino a ieri dato seguito. Ma da ieri, appunto, il giudice onorario ha preso favorevolmente in esame il caso anzi, per uno dei tre casi, lo stesso giudice ha anche disposto “l’esecuzione provvisoria del decreto in mancanza di pagamento immediato”. Le pronunce dell’Acf a favore dei risparmiatori della Popolare di Bari che negli ultimi anni hanno visto azzerato il valore delle proprie azioni, sono centinaia, almeno duecentocinquanta. “Queste prime importanti decisioni del Giudice di Pace di Bari – ha spiegato l’avvocato Domenico Romito dell’associazione Avvocati dei Consumatori che ha assistito i tre risparmiatori – dimostrano che è arrivato il momento per una riconciliazione con i clienti con un serio programma di risarcimenti. I tre provvedimenti trasformano infatti la prospettiva di tutti gli azionisti – continua il legale – perché fino ad oggi le pronunce dell’Arbitro controversie finanziarie erano lettera morta, nel senso che la banca non vi ottemperava. L’elemento di novità è che queste decisioni possono finalmente trasformarsi in risarcimenti in tempi estremamente rapidi. Pensiamo che rappresentino un varco notevole nel muro di cemento armato della banca”. Ma bisogna anche rammentare che poche settimane fa il Tribunale di Brindisi ha condannato la stessa Banca popolare di Bari a pagare, anche in questo caso a tre risparmiatori, l’intera somma corrispondente a titoli azionari acquistati a partire dal 2010. I tre risparmiatori salentini avevano proposto contro la Banca Popolare di Bari un ricorso unico, evidenziando – come riconosciuto dal giudice nella sentenza di primo grado – “l’inadempimento che la banca ha tenuto rispetto ai suoi obblighi di informazione verso i clienti”. La banca anche in questo caso è stata condannata a pagare l’intero importo delle somme investite, a eccezione di quelle versate oltre dieci anni prima dell’atto interruttivo della prescrizione. Il principio sul quale ha fondato la sua decisione il tribunale brindisino parte dalla mancanza di specifiche informazioni ai clienti non soltanto circa la natura e le caratteristiche del titolo, ma soprattutto la situazione finanziaria dell’emittente, il suo ‘rating’ ed eventuali situazioni di difficoltyà finanziaria, per cui alla fine l’intermediario per il giudicante è venuto meno “ai più basilari obblighi informativi”. Chissà se Sir Arthur Conan Doyle avrebbe concluso, in un giallo senza respiro sulle truffe finanziarie: “elementare, caro Watson…”

Antonio De Luigi


Pubblicato il 2 Ottobre 2021

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