Cronaca

Buche e trabocchetti, i baresi non rinunciano al risarcimento

Ma la giurisprudenza in materia non viaggia su binari paralleli e bisogna attendere anni prima delle decisioni

Si sa, i capitomboli su marciapiedi, carreggiate e strade dissestate costano milioni su milioni di euro ai comuni, tra manutenzione e risarcimenti danni. E anche se i giudici non sono sempre concordi in materia – tanto che spesso è stata costretta a esprimersi la Consulta – i cittadini azzoppati e doloranti non sempre rinunciano a far sentire le proprie ragioni. Al Comune di Bari, causa marciapiedi e strade tenute malissimo -per non dire peggio…- sono davvero tanti i baresi danneggiati che ogni anno si rivolgono a giudici di pace e tribunale, a seconda dell’entità dei danni sofferti, con gli avvocati dell’ente civico costretti a parecchie giravolte giudiziarie, per difendere il bilancio comunale. Assumendo – per esempio – che i pedoni dovrebbero camminare circospetti, essere meno distratti e scorgere per tempo delle buche, dissesti o trappole che siano, su marciapiedi e strade baresi. Vabbè, senza entrare troppo nei meandri di giudici, causidici e sentenze, i danneggiati dovrebbero provare senza ombra di dubbio che l’evento dannoso sia provocato da insidia o trabocchetto, ma la materia è veramente arzigogolata -come detto – e si presta a varie interpretazioni. Donato Albrizio, barese di cinquantaquattro anni non intende sentire ragioni e dal Comune di Bari pretende il ristoro dei danni fisici e materiali patiti, come ha messo nero su bianco anche al suo avvocato, Antonio Policicchio. Danni materiali e fisici, appunto, “…tutti patiti in occasione del sinistro verificatosi in Bari alla via Celentano angolo via De Giosa”. Beh, in quella circostanza Albrizio percorreva, a bordo del proprio monopattino la via Celentano, giunto all’altezza dell’angolo con via De Giosa, all’atto di svoltare a sinistra, “…rovinava al suolo a causa di una profonda buca presente sul manto stradale, riportando “trauma distorsivo alla caviglia sinistra, frattura IX costola a sinistra”, come da referto medico rilasciato dal pronto soccorso della Mater dei Hospital, con invito a riposo funzionale per ben quarantacinque giorni. Inutile dire che sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti inviati dal Comando della Polizia Locale, che provvedevano ad inviare una pattuglia, la quale redigeva regolare rapporto. Conclusione? “Attesa l’esclusiva ed evidente responsabilità nella causazione del sinistro, Vi invito e diffido a ogni effetto di legge, a voler disporre le pertinenti e necessarie misure onde avviare la procedura di rito per il risarcimento”, ha già scritto il legale rivolgendosi per iscritto al rappresentante legale del Comune e all’avvocatura comunale: dopo la pausa estiva dovrebbe cominciare il giudizio dinanzi al giudice di pace di Bari. Come finirà? “Andrò fino in fondo, costi quel che costi per ottenere ciò che mi spetta di diritto”, la sfida d’un barese che ha ancora fiducia nella giustizia e che promette di mantenere alta l’attenzione per tutta la durata del contenzioso giudiziario. Sempre che non si finisca per trovare un accordo transattivo prima.

Francesco De Martino


Pubblicato il 4 Luglio 2024

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