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Buon San Valentino, senza tabù e con un semplice gesto

A San Valentino non ci si scambia solo effusioni e regali, tra innamorati: quest’oggi, martedì 12 e giovedì 14 febbraio, in occasione appunto della giornata dedicata all’amore, i volontari del Cama Lila, presso la sede operativa di Via Castromediano 66 a Bari (nel cuore del rione San Pasquale, a due passi dalla omonima parrocchia) dalle ore diciassette alle venti, in collaborazione con i Medici dell’Ambulatorio di Counselling e Screening HIV dell’Istituto di Igiene dell’AUO Policlinico di Bari, proseguiranno il progetto “Accesso Rapido – Interventi per favorire la diagnosi tempestiva dell’infezione da HIV”, finanziato dall’Assessorato al Welfare del Comune di Bari attraverso l’avviso pubblico “Azioni di contrasto alla grave marginalita’ adulta”. Chiunque vorrà dimostrare vero amore al proprio partner e promuovere la consapevolezza del proprio stato sierologico tra la popolazione, potrà effettuare il test salivare HIV a risposta rapida, in modo anonimo e gratuito. Ma non basta: a tutti coloro che vorranno accedere al servizio, saranno proposti colloqui di supporto e orientamento su tutti i temi concernenti l’Hiv: prevenzione, salute, diritti, nonché un eventuale accesso “facilitato” ai centri clinici, qualora necessario. Il test verrà eseguito da personale formato e sarà accompagnato da un colloquio di counselling finalizzato alla valutazione dei rischi corsi. Prima di effettuare lo screening si raccomanda di astenersi dal bere, fumare e mangiare per almeno mezz’ora. Oggi e dopodomani, tanto per essere ancora più precisi, l’accoglienza e l’accettazione delle richieste di esecuzione del test avverrà nella fascia oraria 17.00 – 20.00; l’esito del test verrà consegnato 20 minuti dopo la sua somministrazione. Se il test risulterà reattivo (ovvero preliminarmente positivo), la persona verrà indirizzata ad un centro specializzato, con un percorso di accesso facilitato, dove potrà eseguire un test di conferma convenzionale ed essere inserito in un programma di cura. L’infezione da Hiv, nel nostro paese, è ormai considerata un’infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori. Non esiste ancora una cura in grado di guarire dall’Hiv, ma, se l’infezione viene diagnosticata precocemente, le terapie antiretrovirali disponibili offrono un’aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale. Oltre a sostenere lo stato di salute, le terapie antiretrovirali hanno un’importante funzione preventiva: riducendo la quantità di virus nell’organismo, riducono significativamente anche il rischio che l’Hiv venga trasmesso ad altre persone. Se la terapia è efficace, la quantità di virus è talmente ridotta da eliminare completamente il rischio di trasmissione. In Italia è, però, altissima ed in costante crescita la percentuale di diagnosi tardive: sono molte, dunque, le persone non consapevoli di aver contratto il virus e che arrivano al test Hiv in uno stato di salute già debilitato. Si stima, inoltre, che la maggior parte delle infezioni sia trasmessa proprio dalle persone che non sanno di avere l’Hiv e che non adottano alcuna precauzione. La diagnosi precoce offre dunque importanti vantaggi: innanzitutto la possibilità per le persone con Hiv di ricevere adeguate cure, assistenza e sostegno; inoltre, la tempestiva consapevolezza di avere l’Hiv, offre alle persone la possibilità di prevenire il rischio di trasmettere il virus ad altre persone. Oggi è ormai chiaro che, per sconfiggere l’Hiv, è necessario che le persone inconsapevoli di aver contratto il virus si sottopongano al test e possano così accedere tempestivamente alle cure. (adl)

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