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‘CalcioSofia’, un dipinto sul calcio e la filosofia

Come spiegare la bellezza immensa di un dipinto come ‘Atalanta e Ippomene’ di Guido Remi presente nel Museo di Capodimonte, con la sola scrittura, ci si può provare ed i critici lo hanno fatto nel tempo. Immaginiamoci, invece, di provare a raccontare la magnificenza dell’Antica Grecia, dove è nato lo sport agonistico ed i ragazzi sin dalla giovane età venivano proiettati con una certa e rigorosa educazione nelle palestre da istruttori (laureati in scienze motore, ante litteram, ndr) che allenavano alla stessa stregua il corpo e lo spirito attraverso la filosofia. Accostandolo al calcio moderno. E’ un’impresa grandiosa riuscita dal professore, giornalista e scrittore Francesco Monteleone, un vulcano di idee o un fiume straripante che si resterebbe per ore incantati o incollati davanti ad una tv o in lezione dal vivo. Francesco Monteleone pertanto si è dilettato nel realizzare un decalogo illustrato, intitolato ‘Calciosofia’ un quadro sull’incontro tra calcio e filosofia. Una sorta di allenamento per i giovani atleti contemporanei della mente, ed è quello il messaggio che vuole lanciare il prof, Francesco Monteleone, quella serie di valori culturali e morali che oggi si sono persi, e non si trovano a casa, a scuola o negli spogliatoi. Ai nostri microfoni, Francesco Monteleone ha risposto a qualche domanda e ne è nata una piacevole chiacchierata.

 

A chi è rivolto ed indirizzato il tuo libro?

 

“Sono un socratico di mio e credo serva un’educazione filosofica in generale un po’ a tutti, in particolar modo agli sportivi. Questo è un libro propedeutico, pensato per i ragazzi che vogliono essere adulti ma che viene apprezzato anche dagli adulti-ragazzi, ovvero quelle persone che non conoscono alcuni aspetti del calcio, contenuti nel testo. Non l’ho scritto per guadagnare piuttosto per far circolare le idee, perché il sapere deve essere spiegato semplicemente e deve generare un impatto sociale. Il libro è in vendita su Amazon dal 9 dicembre ma soprattutto io consiglio di andarvi a fare una passeggiata da ‘Tonino il Barbiere’ sull’Estramurale Capruzzi; ho scelto lui perché è un grande appassionato e tifoso biancorosso, insieme al figlio Massimo, conoscono tante storie, e da lui è una sorta di ‘bar dello sport’ ed il tempo vola con leggerezza”.

 

Raccontaci qualche altra chicca e dell’assonanza Grecia- Calcio contemporaneo

 

“Non tutti sanno che il classico pallone utilizzato per il gioco del calcio è un’invenzione di Archimede, il genio matematico di Siracusa vissuto nella Magna Grecia. A questo oggetto icona della scienza applicata è dedicata la stessa copertina di “Calciosofia”, grazie anche alle illustrazioni di Giuseppe Inciardi, trasporta nel calcio i concetti filosofici. I calciatori moderni sono delle macchine spinte al massimo per produrre spettacolo, ma si è persa quella moralità e amabile cultura che trovavi nel calcio di una volta. Achille, Patrocolo, Ettore erano dei modelli da imitare un po’ ovunque, oggi si hanno altri modelli di calciatori che spesso e volentieri non sono all’altezza di essere esempio per le nuove leve e sono di pessimo gusto. La ricchezza culturale che dà la filosofia porta ad un potenziamento sportivo ed agonistico ed un arricchimento per la vita stessa di tutti i giorni Ho svolto lezioni a ragazzi tra Campobasso e Bisceglie, ed ho notato grande spirito di coinvolgimento e fame nel voler apprendere, di questo sono molto contento che il messaggio sia arrivato ed ho voluto raccoglierlo in questo libro. A Campobasso, per esempio sono rimasto quasi basito dalla grande passione e purezza delle calciatrici e posso asserire quasi con certezza che loro incarnano quei valori che meno di cinquant’anni fa erano all’ordine del giorno nel calcio maschile”.

 

Tante sono le massime presenti, citacene qualcuna e dacci un motivo in più per leggere questa sorta di dipinto da leggere

 

“Da Maradona a Gianluca Vialli, a Sepp Herberger che diceva ‘La palla è rotonda, la partita dura 90 minuti e tutto il resto è solo teoria’ o Vittorio Pozzo, anche lui allenatore campione del Mondo che diceva saggiamente ‘Riconoscere la sconfitta è la prima tappa della vittoria’. Ci sono massime dell’immenso olandese Johann Cruyff che diceva ‘Il calcio si gioca con la testa, se non hai la testa, le gambe da sole non bastano’. Ma ce ne sono tante altre, ed a prescindere da ciò che è raccolto nel libro mi piacerebbe che fosse rivisitata la figura di Maradona per la sua umanità, oltre il campione, era un generoso che amava il prossimo e non si tirava mai indietro. La filosofia ti insegna a rispettare il prossimo, a riconoscere la diversità e ad andare oltre i tuoi limiti, senza la necessità di quella figura che oggi viene usata spesso in grandi club, come quella del mental coach. Non mancano i riferimenti ad Hegel: egli sostiene che la filosofia è simile alla ‘Nottola di Minerva’, una sorta di civetta, un uccello sacro alla dea Sapienza, che inizia il suo volo al crepuscolo, quando il sole è già tramontato. Il filosofo, massimo esponente dell’idealismo tedesco, con questa metafora vuole dire che la filosofia sorge quando una civiltà ha ormai compiuto il suo processo di formazione e si avvia al suo declino. I parallelismi sono infiniti e potremmo continuare all’infinito”.

 

Ringraziando il prof. Francesco Monteleone di averci insegnato un po’ della sua filosofia, ci ha svelato inoltre che è già in cantiere la prossima opera ma soprattutto l’insegnamento che si può trarre da ciò che insegna è che la filosofia non ha il compito di trasformare la società, di determinarla o guidarla, ma di spiegarla esattamente come ha fatto Francesco Monteleone nel suo libro.

 

Marco Iusco

 

 

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