Calenda: “Decaro dopo le elezioni non mi risponde più neppure al telefono”
Il leader di "Azione" a Foggia lancia una stilettata il neo-governatore: “E’ molto educato quando ha bisogno di essere sostenuto”

Il leader di “Azione”, Carlo Calenda, non ha “peli” sulla lingua in politica non soltanto con l’ex governatore pugliese Michele Emiliano, con il quale – come si ricorderà – si è scontrato politicamente più volte, da ultimo nella campagna referendaria sull’Ordinamento giudiziario, ma ancora prima quando era ministro allo Sviluppo economico nell’ex governo Renzi, sia per le vicende dell’Ilva di Taranto che per il gasdotto Tap in Puglia, poiché all’occorrenza non risparmia frecciate ironiche anche al neo-governatore Antonio Decaro (Pd), di cui il suo partito alle regionali dello scorso 23 e 24 novembre è stato anche sostenitore.
Infatti, ieri a Foggia, l’ex ministro Calenda, rispondendo a chi gli ha chiesto se il suo sostegno al Presidente della Regione Puglia fosse resto invariato anche dopo che il nuovo governatore regionale ha assegnato un assessorato esterno politico al partito di Avs (Alleanza verdi e sinistra) che – come è noto – non ha conseguito alcun seggio (non avendo nella coalizione di centrosinistra superato lo sbarramento del 4% dei voti ottenuti dal candidato presidente), e non anche alla lista dei “Avanti e Popolari”, in cui era collocato il partito di “Azione” che, al pari di Avs, non ha ottenuto seggi, poiché ha riportato una percentuale di voti pressoché analoga e, quindi, appena al di sotto della soglia, ha testualmente affermato: “Non so, non l’ho più sentito. L’ho provato a chiamare qualche tempo fa perché ieri sono stato a presentare il libro a Lecce e mi avrebbe fatto piacere farlo con lui, devo dire che lo presenterò con Gentiloni, Crosetto, l’ho presentato con la Picierno, lo farò con Prodi, devo dire che Decaro è stato l’unico che neanche ha risposto al telefono”.
Per poi aggiungere: “E’ una caratteristica, secondo me, abbastanza comune dei governatori della Regione (ndr- Puglia). Sono molto educati quando devono essere supportati, diventano un pochino più maleducati quando poi sono eletti”. Insomma, il leader di “Azione”, che alle scorse regionali in Puglia aveva due consiglieri uscenti schierati a sostegno di Decaro e che hanno comunque contribuito alla sua elezione, ha colto l’occasione per togliersi – come suole dirsi – “il sassolino dalla scarpa” con il neo-Presidente della Regione, che verosimilmente non gli ha risposto al telefono e né successivamente lo ha richiamato, poiché aveva forse pensato che Calenda lo stesse chiamando per rivendicare, o per lamentarsi, della mancata assegnazione di un posto in Giunta anche ad un esponente della lista centrista, a cui aveva contribuito a dar vita anche “Azione” con le sue candidature di punta, uno nella circoscrizione di Foggia e l’altro nella Bat. Peccato, però, che il ministro al Mise dell’ex governo Renzi abbia dimenticato sia il fatto che Decaro ha già lasciato fuori dal Consiglio e dalla Giunta il suo dante-causa alla Regione, nonché ex “padrino” in politica ovvero l’ex governatore Emiliano, sia il fatto che lo stesso Decaro in precedenza era stato un “fan” di Renzi fino a quando quest’ultimo (che per tale motivo lo aveva voluto alla presidenza dell’Anci nell’ottobre del 2016) era stato premier e segretario del Pd. Infatti, l’ex ministro Calenda verosimilmente non conosce neppure quel vecchio detto in cui si afferma che “chi in politica è abituato a tradire, tradirà sempre” e che di conseguenza in politica, per costoro, anche l’educazione non fa testo.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 18 Aprile 2026



