Disabile difende donna pensionata e il lavoro dei carabinieri e polizia locale
11 Dicembre 2019
Da Bari a Toritto, passando per Alberobello: lo spreco delle piscine riabilitative
11 Dicembre 2019

Call-center: accordo capestro per evitare i licenziamenti

L’accordo Network Contacts, di Molfetta, rappresenta per i rappresentanti dei lavoratori un precedente negativo, ancor più per quelli più giovani. E il suo effetto sarà devastante: chi lavora come precario resterà tale e chi ha un contratto più stabile perderà i diritti acquisiti. A lamentarsi, come detto, i lavoratori del ‘call center’ di Molfetta, decisi a portare alla luce gli effetti di un accordo tra la stessa azienda e i sindacati confederali maggiormente rappresentativi, Cgil, Cisl e Uil, per evitare gli oltre trecento licenziamenti minacciati. In più, nei tre anni di durata dell’accordo, oltre alle già note riduzioni di permessi regolarmente retribuiti e ferie, abolizione della maggiorazione spettante per il lavoro svolto nei giorni festivi (ad esempio a Natale e Capodanno), congelamento degli scatti d’anzianità, riduzione del 30% della tredicesima, congelamento dell’Elemento di Garanzia Retributiva, obbligo di due ore di lavoro supplementare a settimana, pagate ognuna con un buono pasto di 2 euro e mezzo, c’è un elemento che tanto l’azienda quanto i citati confederali, si erano ben guardati di spiegare con chiarezza ai lavoratori e alle lavoratrici. Ossia, per quei lavoratori per cui non è previsto il lavoro nei giorni festivi si profila l’obbligo di consumare ferie e permessi se vogliono che la loro busta paga non sia decurtata di giorni d’assenza… giustificata! Cioè, il lavoratore pur non dovendo lavorare il giorno di Natale perché l’azienda è chiusa, deve “pagare” l’azienda per questo “regalo” consumando un giorno delle proprie ferie o permessi oppure accettare una decurtazione della giornata dalla mensilità! <<Non è una beffa? Ma soprattutto, non è un pericoloso precedente per tutto il settore TLC e non solo?>>, sbotta il segretario dell’Unione Sindacale di Base Sabino De Razza. Che vede in tutto questo un altro raggiro, quasi beffardo. E cioè che gli stessi confederali artefici di un accordo che taglia diritti e busta paga, diffondano sui loro canali una nota congiunta in cui si dichiarano preoccupati dell’andamento delle trattative per il rinnovo del Contatto Collettivo Nazionale di Lavoro, trattative che vanno avanti da oltre tre anni. <<Non sarà mica che gli effetti di quest’accordo, partito da Molfetta, siano già arrivati a Roma? Non sarà mica che l’arrendevolezza mostrata in questa vertenza abbia alimentato gli appetiti, non proprio legittimi, delle parti datoriali? Non sarà che in questo modo si lascerà realizzare il sogno delle imprese di dividere il mondo dei call center da quello delle telecomunicazioni? La verità è solo una! La concertazione dei confederali ha garantito lauti profitti ai manager ed ora vorrebbe scaricare i costi di insindacabili crisi sulla pelle e le tasche di lavoratori e lavoratrici>>, continua De Razza. Per lui la concertazione ha fallito e pare, anzi, che questo pessimo accordo non sia nemmeno rispettato all’atto pratico, ma sia ulteriormente aggravato in tale fase. E l’ente Regione Puglia, addirittura garante di questo accordo anche con cospicui finanziamenti (corsi di formazione ecc), farebbe bene ad intervenire, per l’Usb. A favore di un settore come quello della comunicazione che ha bisogno del protagonismo del lavoro, secondo i sindacati autonomi, di chi tutti i giorni cura e consente al ‘sistema Paese’ di vivere la digitalizzazione e i servizi ad essa connessi senza grattacapi, risolvendo di volta in volta le criticità che si presentano.

Francesco De Martino

1,853 Visite totali, 8 visite odierne

Condividi sui Social!

1 Comment

  1. Franco T. ha detto:

    complimenti ad Emiliano e ai suoi, finanziare aziende e impoverire i lavoratori… il “new deal” pugliese!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

shares